Sinodo per l’Amazzonia: card. Gracias, “ci sono tante cose in più che si possono fare per promuovere il ruolo delle donne, anche il Diritto canonico lo consente”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Il diritto canonico e la teologia possono fare molto di più per promuovere il ruolo delle donne nella Chiesa”. Ne è convinto il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, che rispondendo alle domande dei giornalisti – durante il briefing di oggi sul Sinodo per l’Amazzonia in Sala stampa vaticana – ha ricordato che “il diritto canonico, per le donne, prevede tutto, tranne che ascoltare la confessione e celebrare la messa”.” Ci sono tante cose in più che si possono fare per le donne, e dobbiamo farlo”, la tesi del cardinale, che ha sottolineato: “Il Papa vuole un decentramento. Noi vescovi non stiamo sfruttando tutte le possibilità che abbiamo a disposizione per promuovere questo processo”. “Nella Chiesa, chi porta avanti il processo di evangelizzazione e di cura sono le donne”, ha testimoniato suor Roselei Bertoldo, della rete “Un grido per la vita”, impegnata nella lotta al traffico di persone: “Noi siamo la Chiesa e facciamo la Chiesa: il fatto che siamo state chiamate al Sinodo non solo a partecipare, ma ad essere parte attiva del processo sinodale è un frutto del fatto che noi reclamiamo di diventare protagoniste”. “Noi chiediamo di partecipare più efficacemente anche a livello delle decisioni”, l’appello della religiosa: “Stiamo cominciando a fare questo camino: non stiamo zitte, vogliamo uno spazio e cominciamo a costruire questo spazio”. “Il ruolo attivo delle donne nella vita della Chiesa non è proibito”, ha fatto notare don Zenildo Lima da Silva, rettore del seminario São José di Manaus e vice presidente dell’Organizzazione dei seminari e istituti del Brasile: “Le nostre strutture sono fatte in tal modo che solo certe persone hanno un potere decisionale, ed è questo che dobbiamo cambiare. Il Consiglio pastorale in parrocchia, ad esempio, ha un potere solo consultivo, ma niente e nessuno impedisce che diventi deliberativo”. “Il processo sinodale non è solo camminare insieme, ma camminare insieme e decidere insieme, se non vogliamo zoppicare”, ha concluso don Lima da Silva: “E questo significa che bisogna riconoscere alle donne anche un ruolo decisionale”. Mons. Ricardo Ernesto Centellas Guzmán, vescovo di Potosí e presidente della Conferenza episcopale della Bolivia, ha citato l’esempio della sua vicaria pastorale: “Il modo in cui chiama la comunità a partecipare è diverso da come lo potrebbe fare un uomo: non cerca di imporre le proprie idee, ma convoca le persone per avere suggerimenti. È la comunità che ha un potere decisionale, non soltanto alcune persone”. “La partecipazione delle donne alla vita della società e della Chiesa è una questione di mentalità”, ha aggiunto: “Tutti abbiamo bisogno di cambiarla. Le donne che partecipano alla vita della Chiesa sono la maggioranza, ma la loro considerazione è molto scarsa, sono quasi invisibili. Se noi non cambiamo le strutture, il nostro modo di organizzarci, le cose non cambieranno. Non c’è bisogno che il Vaticano ci dia indicazioni: è della parrocchie che dobbiamo cominciare”.

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