Papa Francesco: udienza, “il metodo ecclesiale per la risoluzione dei conflitti si basa sul dialogo e sul discernimento”. Senza lo Spirito Santo non c’è “sinodalità”

foto SIR/Marco Calvarese

Nel primo Concilio della Chiesa, quello di Gerusalemme, “viene affrontata una questione teologica, spirituale e disciplinare molto delicata: il rapporto tra la fede in Cristo e l’osservanza della legge di Mosè”. Lo ha ricordato il Papa, nell’udienza di oggi, ricordando che “decisivi nel corso dell’assemblea sono i discorsi di Pietro e Giacomo, ‘colonne’ della Chiesa-madre. E questi due invitano tutti a non imporre la circoncisione ai pagani, ma a chiedere loro soltanto di rigettare l’idolatria e tutte le sue espressioni. Dalla decisione viene la decisione comune, ratificata con la cosiddetta lettera apostolica inviata ad Antiochia”. “L’assemblea di Gerusalemme ci offre una luce importante sulle modalità con cui affrontare le divergenze e ricercare la ‘verità nella carità'”, la proposta di Francesco: “Ci ricorda che il metodo ecclesiale per la risoluzione dei conflitti si basa sul dialogo fatto di ascolto attento e paziente e sul discernimento compiuto alla luce dello Spirito. È lo Spirito, infatti, che aiuta a superare le chiusure e le tensioni e lavora nei cuori perché giungano, nella verità e nel bene, all’unità”. “Questo testo ci aiuta a comprendere la sinodalità”, ha commentato il Papa, che poi ha aggiunto a braccio: “È interessante come scrivono la lettera. Gli apostoli cominciano dicendo: ‘lo Spirito Santo e noi pensiamo che..’.. È propria della sinodalità la presenza dello Spirito Santo: al contrario non è sinodalità, è parlatorio, è Parlamento, è un’altra cosa”. “Chiediamo al Signore di rafforzare in tutti i cristiani, specialmente nei vescovi e nei presbiteri, il desiderio e la responsabilità della comunione”, l’auspicio finale del Santo Padre: “Ci aiuti a vivere il dialogo, l’ascolto e l’incontro con i fratelli nella fede e con i lontani, per gustare e manifestare la fecondità della Chiesa, chiamata ad essere in ogni tempo ‘madre gioiosa’ di molti figli”.

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