Conferenza sul futuro dell’Europa: possibile avvio a inizio 2020. Proposte legislative entro il 2021. Il testo di una risoluzione

(Strasburgo) Il Parlamento europeo, in quanto “camera dei rappresentanti dei cittadini europei dovrà guidare la Conferenza sul futuro dell’Europa”; la Conferenza dovrà iniziare nel gennaio 2020 “per arrivare a produrre i primi risultati nel giugno 2020 con l’adozione di proposte che riformino il sistema degli Spitzenkandidaten e l’introduzione delle liste transnazionali per le prossime elezioni europee”; la Conferenza dovrà “integrare tutti i segmenti della società europea in un processo che porti a identificare le riforme necessarie per accrescere il sostegno all’Ue da parte dei cittadini”. È quanto si legge nella bozza di risoluzione preparata dalla Commissione affari costituzionali del Parlamento europeo (Afco) che intende dare avvio al cammino della Conferenza. Essa “non potrà limitarsi a una discussione interistituzionale, ma dovrà coinvolgere i cittadini europei e la società civile direttamente e indirettamente attraverso il Parlamento europeo”, si legge nel testo.
Il Parlamento dovrà impegnarsi a “dare un’autentica importanza politica alla Conferenza organizzando dibattiti ed elaborando proposte legislative” in base agli input della Conferenza, entro al fine 2021. Sarà necessario “muoversi il più in fretta possibile” per garantire che sia il Parlamento a “proporre la prima bozza interistituzionale sul perimetro della Conferenza”. Per questo, sollecita ulteriormente il testo, il Parlamento dovrà adottare la risoluzione Afco il più in fretta possibile e comunque non oltre l’ultima plenaria del 2019. Un cammino in salita per questa Conferenza, soprattutto se si considerano altre urgenze in cui sono impegnate le istituzioni Ue, fra Brexit, budget pluriennale, audizioni e voto di fiducia per l’avvio della Commissione Von der Leyen. Ma la macchina istituzionale sembra avviarsi.

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