Cile: Barlocci (Università Cattolica del Norte), “il 90% della popolazione non arriva a fine mese”

“Appena il 10% delle persone stipendiate guadagna a sufficienza per riuscire ad arrivare a fine mese. Il 90% non ci arriva e la metà dei lavoratori ha uno stipendio al di sotto della soglia della povertà”. A spiegare al Sir le ragioni della protesta in Cile è Alberto Barlocci, giornalista e docente di filosofia del diritto dell’Università Cattolica del Norte nella sede di Coquimbo, a nord di Santiago. “L’aumento dei biglietti della metro non avrebbe potuto scatenare quello che è successo – precisa -. Si trattava di soli 5 centesimi di dollaro. Ma quei 5 centesimi sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Era l’ultimo anello di una catena di abusi commessi contro la gente, che fatica ad arrivare a fine mese pur lavorando”. È quindi una protesta generalizzata ma senza organizzazioni sociali che tirano i fili, per cui “in situazioni di questo tipo si infilano gruppi estremisti di destra e di sinistra, che sono felici del caos e ne approfittano per saccheggiare”. “Una delle parole più usate in questi giorni dalla popolazione – sottolinea Barlocci – è abuso: le assicurazioni sanitarie crescono senza spiegazioni; certi servizi aumentano mentre le stesse aziende presentano bilanci con utili fantastici; si pagano mutui o prestiti bancari con tassi del 20 o 22% in un Paese in cui l’inflazione è all’1,5%. Questo non si spiega”. In Cile c’è una situazione in cui “una parte della società, l’1% del Paese, vive in una isola di pace perché ha nelle mani gran parte della ricchezza prodotta. Noi siamo 17 milioni e mezzo di abitanti ma 11 milioni sono indebitati e più di 4 milioni e mezzo sono morosi, ossia non sanno come pagare i debiti. Una delle pubblicità più frequenti in tv è quella degli studi di avvocati che difendono i debitori da creditori troppo vampiri. Gli stipendi sono bassissimi”. Riguarda alla repressione, che ha provocato 14 morti e migliaia di feriti e arresti, Barlocci invita alla cautela: “Sicuramente ci sono eccessi nella repressione ma qui funziona lo Stato di diritto. Le organizzazioni umanitarie si riferiscono al momento degli arresti. Non escludo che ci siano abusi ma non generalizzerei. Teniamo conto che costituzionalmente è stato decretato lo stato d’emergenza per cui le manifestazioni non sono permesse. Perciò chi manifesta sta sfidando la legge e il coprifuoco. Poi accadono eccessi da entrambe le parti: l’altro ieri hanno svaligiato un negozietto molto umile del centro, ora iniziano a saccheggiare anche le case private”.

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