Cile: gesuiti, “rispondere al grido dei più bisognosi. Cittadinanza ormai stanca”

“È urgente rispondere al grido dei più bisognosi, che sta venendo alla luce. Senza giustificare la violenza, che non porta a soluzioni, stiamo ascoltando la voce di una cittadinanza stanca, che si sente non protetta, emotivamente senza meta”. È la richiesta dei gesuiti cileni rispetto alla situazione di violenza e tensione che si è verificata in Cile, in seguito al rincaro dei trasporti e di altri servizi. La nota, firmata dal provinciale, padre Gabriel Roblero, prosegue: “Non abbiamo bisogno del nostro intelletto per sapere cosa sta succedendo. La prima cosa è connettersi con un dolore collettivo, che ha bisogno di risposte con azioni pubbliche che garantiscano un nuovo patto sociale, per porre fine alla brutale disuguaglianza in cui vivono le classi sociali del nostro Paese. Il Cile ha bisogno di un nuovo sistema di convivenza più solidale ed equa. Oggi sorge una nuova domanda: come uscire dai noi stessi per contribuire, in mezzo al popolo, all’urgente riparazione sociale del nostro Paese? I nostri legami sociali richiedono riparazione. Come cileni dobbiamo ripristinare i nostri legami sociali”.
Conclude padre Roblero: “Come Compagnia di Gesù, ignaziani e ignaziane, vogliamo unirci a partire dalla nostra fede nella preghiera e nell’impegno di costruire il futuro del Cile. La nostra vocazione sociale ci porta a vedere Cristo in coloro che soffrono, mentre cammina con loro e nelle loro lotte quotidiane”.

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