Parlamento Ue: Sassoli su Brexit, prima voto a Westminster, poi a Strasburgo. Giovedì due risoluzioni su Siria e Albania-Macedonia

(Strasburgo) “Il Parlamento europeo è l’ultimo soggetto a pronunciarsi in questa vicenda. Naturalmente prima di noi dovrà farlo il parlamento del Regno Unito. Una volta superato quell’esame, toccherà a noi”. David Sassoli, presidente dell’Eurocamera, fa il punto, a fine giornata, rispetto al complicato iter verso il Brexit. “Stiamo analizzando la questione con la commissione affari costituzionali”, specifica Sassoli. La commissione si è riunita con il negoziatore Ue, Michel Barnier, a porte chiuse. “Giovedì ci rincontreremo con la conferenza dei presidenti. Siamo disponibili – puntualizza Sassoli – a un esame sereno e rapido. Questo è ciò che dobbiamo fare noi. Il Parlamento europeo sarà l’ultimo attore a dire la sua parola su questo accordo”. La serata a Strasburgo si completa con un incontro riservato tra la presidente eletta della Commissione europea, Ursula von der Leyen, con i rappresentanti dei tre principali gruppi all’Europarlamento: Popolari, Socialisti e democratici e Liberali (Renew Europe). Al centro dei colloqui le audizioni dei tre candidati commissari di Francia, Romania e Ungheria e il prossimo passaggio in plenaria per il voto di fiducia del Parlamento al Collegio che solo così potrà entrare in funzione il 1° dicembre, con un ritardo di un mese rispetto alla scadenza “naturale” dell’esecutivo presieduto da Jean-Claude Juncker. Il Parlamento ha inoltre stabilito che giovedì mattina voterà due risoluzioni: una sulla Siria e l’altra sul mancato riconoscimento dello status di Paesi candidati ad Albania e Macedonia da parte dei capi di Stato e di governo Ue.

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