Bolivia: probabile ballottaggio Morales-Mesa. Montes (direttore Fides), “sarà in pratica un referendum su Morales”

In un quadro di incertezza, poco trasparenza e sfiducia generalizzata, il probabile ballottaggio alle presidenziali boliviane tra Evo Morales (45%) e Carlos Mesa (38%) si preannuncia assai incerto. “Non si tratta di elezioni del tutto limpide e trasparenti – fa notare al Sir il gesuita padre Sergio Montes, direttore dell’agenzia giornalistica Fides, gestita appunto dai gesuiti insieme all’omonima radio –. E la candidatura di Morales è stata ottenuta con astuzie, tra i giuristi ci si chiede se sia illegale oppure no. Resta il fatto che molta gente ha manifestato contro questa scelta, ma nella maggior parte si è assistito a un certo fatalismo, che si è acuito con le elezioni primarie, che sono state prive di veri e propri confronti e contese all’interno dei partiti. La sfiducia, poi, riguarda anche possibili frodi elettorali. Non è un caso che il consenso a Morales si sia molto abbassato, tuttavia ancora la scorsa estate il 61% dei boliviani pensava che in ogni caso il presidente uscente avrebbe vinto”. Poi, però, qualcosa si è mosso e ora si assisterà molto probabilmente a un ballottaggio all’ultimo voto: “Questo dicono i sondaggi, come quello effettuato dalla Fondazione Jubileo”, avverte padre Montes, che aggiunge: “Sia chiaro. Il ballottaggio sarà un voto a favore o contro Morales, tutta l’attenzione è su di lui. Mesa è un politico di estrazione liberale, ma qui in Bolivia è difficile dire chi è di destra e chi di sinistra. Si è candidato all’ultimo momento, non ha messo in discussione le conquiste sociali e i sussidi ai più poveri decisi da Morales, ha fatto una campagna prudente. Dall’altra parte, Evo e il suo partito sono al potere da troppo tempo. La sua presidenza ha offerto una visione nuova del Paese, ma ora, per stessa ammissione del Governo, c’è troppa corruzione”.

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