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Ue: audizioni commissari, veleni e vecchie ruggini al Parlamento europeo. A rischio Goulard e Wojciechowski

(Bruxelles) Proseguono in queste ore le audizioni dei commissari designati a far parte del Collegio guidato dalla tedesca Ursula von der Leyen. Nella sede dell’Europarlamento a Bruxelles oggi vengono esaminati 5 candidati: Didier Reynders (Belgio), portafoglio Giustizia; Helena Dalli (Malta), Uguaglianza; Sylvie Goulard (Francia), Mercato interno; Elisa Ferreira (Portogallo), Coesione e riforme; Janez Lenarčič (Slovenia), Gestione delle crisi. Dopo ogni audizione, le commissioni parlamentari competenti hanno 24 ore di tempo per ritrovarsi e votare sul candidato. Dopo le bocciature previe – per ragioni di conflitto di interessi – dei candidati di Ungheria e Romania (si attendono dai rispettivi governi due nuovi nomi), si profilano alcune possibili “bocciature”, talvolta legate a ragioni di “visione” o di preparazione rispetto al settore di competenza, altre volte correlate a vecchie o nuove “ruggini” fra partiti oppure per via delle nazionalità del commissario. Tra molti eurodeputati – inutile nasconderlo – circolano pregiudizi su taluni Paesi e su alcune figure designate, pregiudizi che certo non fanno onore al Parlamento e rischiano di svilire una importante procedura democratica che dovrebbe portare al voto di fiducia dell’Europarlamento sulla futura Commissione, il 23 ottobre a Strasburgo. Fra i possibili bersagli di faide interne all’Assemblea figurano il commissario polacco designato all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, e la candidata francese al Mercato interno Sylvie Goulard (nella foto). Ma altri candidati potrebbero fare le spese di un clima politico-istituzionale surriscaldato che si respira tra le mura dell’Euroassemblea.

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