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Spagna: dati sulla pastorale carceraria. 164 cappellani, quasi 3mila volontari, attivati 900 programmi. Liturgie e solidarietà dietro le sbarre

Durante le giornate per i cappellani e i delegati della pastorale penitenziaria, che si sono concluse ieri a Madrid, si è parlato di violenza di genere, musulmani in prigione e “nuove periferie” all’interno della prigione. Sono stati anche presentati i dati aggiornati al 2018 sulla pastorale nelle carceri in Spagna, raccolti dal Dipartimento di pastorale penitenziaria, che fa capo alla Commissione episcopale di pastorale sociale. In Spagna vi sono 82 centri penitenziari, con oltre 51mila detenuti, suddivisi in 12 zone pastorali. In essi sono attivi 164 cappellani e 2.755 tra volontari (1.077) e volontarie (1.678), di cui 1.989 all’interno delle mura carcerarie e 766 all’esterno. Vi sono 916 programmi attivi, 329 in ambito religioso, 496 sociale, 91 legale. Sono 7.150 i prigionieri che partecipano alle celebrazioni religiose (12% della popolazione totale). Coinvolte nella pastorale carceraria sono 378 parrocchie, 198 congregazioni religiose e 180 Ong. Attraverso gli operatori della pastorale penitenziaria, sono stati anche distribuiti contributi economici mensili ai detenuti che non hanno redditi pari a circa 240mila euro a beneficio di 9.530 persone e 10.448 pacchi a 7.166 persone. Si sono inoltre svolti in tutto il territorio spagnolo 718 incontri di formazione e coordinamento con i volontari.

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