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Portogallo: povertà in calo, ma la Caritas chiede un dibattito nazionale sulla ineguale “distribuzione della ricchezza prodotta”

Calano le percentuali sulla povertà in Portogallo ed è una “buona notizia” per le associazioni che sono sul campo per contrastare il fenomeno. “È sicuramente il risultato del miglioramento nella situazione contestuale ma anche del potenziamento di alcune misure di protezione sociale”, ha dichiarato Henrique Joaquim, direttore generale di Comunidade Vida e Paz, commentando dati nazionali che parlano di una diminuzione del rischio povertà dal 20,4% del 2003 al 17,3% nel 2017 (500mila persone in meno). Per Joaquim è però “ancora molto inquietante” che ci sia “quasi il 20% di giovani a rischio povertà”. Così pure Joaquim ha anche sottolineato: “Evidenziare una tendenza positiva non può significare rallentare la lotta al fenomeno, ma piuttosto regolare le strategie perché siano più aderenti alla vita reale”, aprendo ad esempio lo spazio a “risposte locali e flessibili, che si concentrano sulle persone”. Attraverso l’agenzia dei vescovi Ecclesia, il presidente della Caritas Eugénio Fonseca ha contestato la soglia di stipendio minima di 460 euro al mese: “Dovrebbe essere rivisto, perché sappiamo tutti che non è sufficiente”. E ha aggiunto: “Alla Caritas si rivolgono sempre più persone che lavorano ma sono ancora povere”. Il presidente della Caritas ha chiesto un “dibattito nazionale sulla povertà” poiché è necessario affrontare il nodo della “scarsa distribuzione della ricchezza prodotta”.

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