Diocesi: mons. Moscone (Manfredonia), “le perverse alleanze tra politica, economia ed elettorato hanno creato un sistema infetto”

“Una sorta di circuito vizioso che ha visto implicati i tre soggetti di potere che tra di loro hanno stipulato, magari senza aver elaborato un pensiero logico, come una “perversa alleanza” di sistema. Si tratta del potere economico, di quello politico e, per ultimo, di quello elettorale dei singoli cittadini: da una scorretta ‘alleanza’ tra i tre ne è uscito un ‘sistema malato’, adatto alle ‘infiltrazioni di stampo mafioso!”. È ciò che si è venuto a creare in questi ultimi anni sul territorio garganico e in Capitanata, secondo l’analisi offerta dall’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Franco Moscone, per comprendere il sistema di corruzione sorto e alcuni meccanismi che lo hanno favorito e lo stanno continuamente alimentando. Per il presule, “bisogna partire da una premessa, che riguarda in primis la situazione del ‘terzo potere’, quello elettorale (forte disoccupazione) e quella del ‘primo potere’, l’economico (alla ricerca di commesse e fondi pubblici)”: “Vista la grande fame di lavoro che esiste sul territorio e la situazione diffusa di generale disoccupazione, è logico affermare che da noi oggi il potere ‘più forte’ lo possiede chi è in grado di offrire o proporre possibilità di lavoro. Chi è in grado di offrire lavoro ha a sua volta bisogno di vincere la concorrenza e di accaparrarsi quote di mercato su cui piazzare l’offerta dei propri prodotti o servizi allargando la sfera di interesse”. Da qui la necessità di intrattenere col “secondo potere”, quello politico, e con le istituzioni “relazioni particolari e di favore per avere permessi e finanziamenti, per ricevere commesse e vedersi affidare appalti sicuri e redditizi. Nasce così l’alleanza perversa tra il cattivo imprenditore (= potere economico) senza scrupoli e il politico corrotto arrivista e affarista (= potere politico), il quale forse ha tutta una cerchia di amici e parenti da sistemare (= potere elettorale)”.
Per mons. Moscone, “questo modo clientelare di fare impresa ha inquinato anche quella parte sana dell’economia locale, costringendo specie i futuri imprenditori ad adottare lo stesso stile per riuscire ad entrare in competizione e ha reso debole, per non dire infetto, tutto l’ambito socio-politico”. La conclusione è che “il sistema risulta inquinato e corrotto: si viene così a formare l’ambiente idoneo entro il quale trovano facile linfa le logiche mafiose”.

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