Consiglio europeo: Sassoli (Europarlamento), “audizioni anche per i candidati a incarichi di governo nazionale”

Bruxelles, 17 ottobre: David Sassoli nella sede del Consiglio europeo

(Bruxelles) “Sarebbe bello se anche nei nostri Paesi” le procedure di audizione – come quelle imposte ai candidati commissari – fossero applicate a “chi deve assumere incarichi di governo” a livello nazionale. Lo dice, sorridendo, David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, a margine della conferenza stampa al termine del suo intervento al Consiglio europeo. Fra i temi affrontati da Sassoli dinanzi al summit anche il bilancio comunitario di lungo periodo. “La posizione del Parlamento europeo, e già pronta e si basa in un bilancio ambizioso, pari all’1,3% del reddito nazionale lordo, e sul presupposto che la decisione sulle entrate e le uscite faccia parte di un pacchetto unico”. “Per le entrate, è necessario introdurre un paniere di nuove risorse proprie che siano meglio allineate alle principali priorità politiche dell’Ue e ne incentivino i progressi. Dal lato della spesa, il Parlamento ritiene fondamentale dare impulso ai programmi di maggior successo – ad esempio nei settori della gioventù, della ricerca e dell’innovazione, dell’ambiente e della transizione climatica, delle infrastrutture, delle Pmi, della digitalizzazione e dei diritti sociali – mantenendo al tempo stesso inalterato in termini reali l’impegno finanziario per le politiche tradizionali dell’Ue, in particolare coesione, agricoltura e pesca”. Aggiunge: “Dobbiamo poi rispondere al disagio e alle difficoltà economiche di tanti cittadini e per questo siamo convinti che sia necessario rafforzare il modello sociale europeo: reddito minimo europeo, assicurazione europea contro la disoccupazione, misure contro la povertà infantile, garanzia giovani, fondo di aiuto agli indigenti sono misure che devono essere finanziate adeguatamente”. Occorre dunque “un bilancio ambizioso per fare crescere l’Europa ma sempre nel rispetto dei nostri valori. Ecco perché sarebbe utile la creazione di un nuovo meccanismo di protezione del bilancio che penalizzi coloro che non rispettano i principi dello stato di diritto senza incidere sui pagamenti ai beneficiari finali o sui riceventi”.

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