Siria: Upp, “costretta ad evacuare lo staff italiano ed internazionale dal Nordest del Paese”

Un ponte per (Upp), unica Ong italiana presente sino a questa mattina nel Nord Est Siria (Nes), è costretta ad evacuare lo staff italiano ed internazionale espatriato come conseguenza del degenerare della situazione. A dare la notizia la stessa Ong in una nota in cui spiega che “le condizioni di sicurezza non consentono più di operare dall’interno del Nord Est della Siria. Lo staff internazionale deve essere evacuato data l’attuale incertezza sul controllo del territorio e dei confini. Resta operativo sul campo il nostro partner, la Mezzaluna Rossa Curda (Krc) e il nostro staff locale per prestare soccorso e assistenza alla popolazione. Così come operativa resta la nostra Centrale di coordinamento, che viene momentaneamente trasferita nella nostra sede di Dohuk, Kurdistan iracheno, a pochi passi dal confine con la Siria”. “Attendiamo di tornare in Nord Est Siria non appena sarà possibile”, dichiara Upp che conferma che la sua “missione nel paese resta aperta”. “Questa situazione – denuncia Upp – è una diretta conseguenza dell’immobilismo della comunità internazionale. Sin dal primo giorno di questo attacco abbiamo testimoniato atti di guerra indiscriminati contro la popolazione civile, e abbiamo denunciato che se niente fosse stato fatto per fermare l’escalation, le conseguenze sarebbero state devastanti e non sarebbe stato possibile lasciare lo staff espatriato nel Paese”. “L’evacuazione del personale espatriato della nostra Ong e di tutte le altre presenti in Nes – conclude la nota – avrà conseguenze incalcolabili sul sostegno fornito ai civili. Ribadiamo che, per quanto ci sarà possibile, continueremo a restare a fianco della popolazione e del nostro partner seguendo gli sviluppi giorno per giorno”.

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