Sinodo per l’Amazzonia: dom Castriani (arcivescovo Manaus), “la Madonna di Aparecida ci protegga da tentazione di rendere questa una terra di guadagno e profitto”

Un intenso messaggio al Sinodo dell’Amazzonia è stato inviato sabato scorso, festività della Madonna di Aparecida, dall’arcivescovo di Manaus (capitale dell’Amazzonia brasiliana), dom Sergio Eduardo Castriani, costretto da una malattia invalidante a restare nella sua diocesi.
“Quante volte – scrive ricordando la devozione anche dei fedeli dell’Amazzonia per la Vergine di Aparecida – preghiamo per l’Amazzonia, per la Chiesa che c’è e per le persone che vivono lì? Una Chiesa che, nella fase di ascolto in preparazione al Sinodo, ha mostrato un volto femminile, perché coordinato alla base dalle donne. Il culto domenicale, segno della presenza di una comunità cristiana, è celebrato nella maggior parte delle comunità da donne”. Ogni domenica, “migliaia di comunità si riuniscono guidate da catechiste, ministre della Parola e comunione eucaristica, attorno all’annuncio della Parola, lodando il Signore per il mistero della nostra salvezza. In secondo luogo, esse assumono le conseguenze di questo annuncio per la vita della comunità organizzando e implementando programmi di sviluppo sostenibile. Tale Chiesa ci ricorda la presenza di Maria nella storia dell’evangelizzazione”.
Non è un caso, prosegue dom Castriani, che “la Conferenza di Aparecida abbia posto l’Amazzonia come una delle grandi preoccupazioni pastorali dei vescovi del continente latinoamericani. Abbiamo una madre e Aparecida ne è la prova. Abbiamo qualcuno a cui ricorrere quando la crudeltà vuole annientarci. Una madre che veglia sui suoi figli”.
Scrive ancora l’arcivescovo di Manaus: “Possa la madre di Gesù, fragile come le donne amazzoniche, ma di un’apparente fragilità che si trasforma in una forza gigantesca quando si tratta di difendere la vita, proteggerci dalla tentazione di rendere l’Amazzonia una terra di guadagno e profitto”. Possa, infine, “la Chiesa con le sue donne riconosciute nel suo ministero, essere sempre una madre guaritrice e liberatrice”.

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