Polonia: risultati elezioni, i commenti della stampa nazionale ed estera. “Profonde divisioni nella sfera pubblica”

I risultati delle elezioni in Polonia continuano a rimanere in primo piano sui siti della stampa internazionale. Il quotidiano francese “Le Monde”, commentando la vittoria nelle elezioni politiche polacche di Diritto e giustizia (PiS) di Jarosław Kaczyński, cita l’osservazione del vice primo ministro Jarosław Gowin secondo cui “più della metà della popolazione non ha votato il PiS nonostante un’eccellente congiuntura economica” e aggiunge che in Polonia l’opposizione sembra “alzare la testa, determinata a giocare la prossima partita”. “The Times” sottolinea che nelle elezioni di domenica scorsa il PiS ha superato gli avversari “con un margine più significativo dalla caduta del blocco sovietico trent’anni fa”. Il più prestigioso settimanale d’opinione della sinistra polacca “Polityka” sottolinea che il partito di governo, pur stravincendo, non ha tuttavia ricevuto il mandato per governare l’intero Paese e osserva che “la quasi parità tra la maggioranza e l’opposizione indichi che la Polonia è divisa ma non unanime nell’appoggio al PiS”. “Le divisioni nella sfera pubblica in Polonia sono molto profonde”, osserva sul settimanale cattolico “Tygodnik Powszechny” Marcin Napiórkowski che consiglia di cercare delle soluzioni ai problemi da risolvere non tanto “nel nome di una concordia nazionale” bensì votando dei politici “capaci di promuovere una gestione responsabile dei conflitti presenti nel Paese”.
Don Adam Boniecki (già direttore dell’edizione polacca dell’Osservatore Romano), direttore emerito di “Tygodnik Powszechny”, nell’editoriale odierno sottolinea che “a una settimana dalle elezioni oltre l’8% degli aventi diritto non sapesse a chi dare il proprio voto” e che le indicazioni dei vescovi polacchi relative alle qualità dei candidati “potevano suscitare dubbi e perplessità”. Boniecki osserva che non poche volte nella storia “la lotta politica ha portato alla strumentalizzazione della fede e della Chiesa”. I risultati delle elezioni, rimarca Boniecki, testimoniano che “molti credenti in Polonia vorrebbero che la violazione dei principi cattolici sia punita poiché preferiscono uno Stato che difende i principi morali non negoziabili rispetto a quello che promuove pluralità delle culture, tolleranza e diritti umani”. Boniecki però avverte che così “la Chiesa diventerà un bastione di difesa e non un ospedale da campo”.

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