Daphne Caruana Galizia: Sassoli (Parlamento Ue), “fare piena luce sull’efferato omicidio”. “Vicinanza e sostegno ai giornalisti” a rischio per loro lavoro

Il 16 ottobre di due anni fa Daphne Caruana Galizia, giornalista investigativa maltese, veniva uccisa in un attentato. “Avrebbe avuto oggi 55 anni e una carriera brillante ancora davanti. Invece, siamo qui oggi a renderle omaggio perché il suo impegno e la sua dedizione come giornalista l’hanno portata via troppo presto”, ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. In un contesto democratico come il nostro “è triste, ma allo stesso tempo necessario, ricordare l’importanza della libertà di espressione e di stampa” ed è “drammatico pensare che nel XXI secolo ci sia ancora bisogno di moniti a difesa dei diritti e delle libertà dei cittadini”. “Morire perché si sta svolgendo correttamente il proprio lavoro”, ha continuato Sassoli, “è semplicemente inaccettabile”, così come “è raccapricciante” pensare che nel 2018 sono morti ben 95 giornalisti o che “soltanto un Paese su 4 può definire libera la sua informazione”. Sassoli ha anche sollecitato “il percorso della giustizia, il lavoro della magistratura e delle autorità maltesi” perché si arrivi a “fare piena luce sull’efferato omicidio di Daphne”. Dal presidente infine “vicinanza e sostegno a tutti quei giornalisti, uomini e donne coraggiosi, che come Daphne, sono costretti a sacrificare qualcosa della loro vita, se non la vita stessa, per la ricerca di uno dei beni più preziosi delle nostre democrazie: la verità”.

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