Manovra: Griffini (Aibi), “rinvio assegno unico brutto segnale. Errato puntare solo sugli asili se non ci sono più figli”

“Il rinvio dell’assegno unico, che era un provvedimento che abbiamo lodato dal principio, è un brutto segnale, il segnale di un esecutivo che rischia di partire già ‘vecchio’. L’inverno demografico non è uno, ma il principale dei problemi dell’Italia, da cui derivano tutti gli altri, anche quelli economici, di questo bisogna avere piena consapevolezza. Se non si sostiene la famiglia si sta dicendo che si vuole morire, scomparire. E, in un contesto in cui non si fanno figli, non ha senso puntare sugli asili, rimasti nel Def”. Lo dichiara Marco Griffini, presidente di Aibi–Amici dei Bambini, commentando il tweet del sottosegretario Antonio Misiani, con cui ha di fatto comunicato il rinvio al 2020 del provvedimento sull’assegno unico universale per il sostegno alla natalità. A conclusione dell’esame della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019, questo è infatti scomparso dalla Nota medesima, nella quale rimangono invece l’azzeramento delle rette per gli asili nido per i redditi medi e bassi e un ampliamento dell’offerta a partire dal Sud.
“Ci piacerebbe – ha proseguito Griffini – che almeno venisse considerata la nostra proposta per l’introduzione di un bonus da 10mila euro per le coppie che scelgono l’adozione internazionale. Una misura che, oltre a garantire il contrasto alla denatalità, è anche socialmente giusta, solidale, equa. Una misura che è già stata portata con forza di fronte al mondo della politica da un gruppo di 20 enti eutorizzati nel corso della conferenza “Adozioni internazionali: un bene per tutti”, svoltasi presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica il 15 febbraio del 2018. Viste le recenti dichiarazioni del ministro Bonetti, che ha riconosciuto la urgente necessità di rilanciare l’adozione internazionale, speriamo sia la volta buona”.

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