Voto ai sedicenni: Rosina (Ist. Toniolo), “vogliono far sentire la propria voce, serve un supporto di consapevolezza e responsabilità”

“C’è una voglia dei giovani di poter contare sul proprio futuro, di poter incidere sui cambiamenti del Paese, di far sentire la propria voce”. Così Alessandro Rosina, demografo dell’Università Cattolica e curatore del “Rapporto Giovani” dell’Istituto Toniolo, commenta in un’intervista al Sir la proposta di estendere anche ai sedicenni il diritto di voto rilanciata ieri da Enrico Letta. Secondo il demografo, “la proposta di abbassare il voto ai 16enni dev’essere accompagnata ad un potenziamento dell’educazione alla cittadinanza all’interno delle scuole, che aiuti ad interrogarsi su come sta cambiando il mondo, quale ruolo attivo possono avere le nuove generazioni, cosa voglia dire partecipare a processi decisionali collettivi, quale sia il valore del voto, come possono migliorare l’offerta e la domanda politica”. “Se non facciamo nulla, se non miglioriamo la loro consapevolezza e la loro responsabilità, non miglioriamo la loro partecipazione alla cittadinanza attiva e ci troveremo 18enni che arrivano al voto immaturi e che votano così come capita”, sostiene Rosina: “Se offriamo ai sedicenni, con la fiducia che gli si dà rispetto al fatto di mettersi in gioco con il voto, il potenziamento della capacità di leggere la realtà e decodificarla in termini di cittadinanza attiva, quando arriveranno a 18 anni saranno più maturi degli attuali 18enni. E questo è già un buon risultato”.

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