Ecologia: don Ciotti (Gruppo Abele), “nella scuola di ‘Casa Comune’ non basta sapere, occorre essere ciò che si sa”

Costruire progetti e iniziative per salvare la Terra e il genere umano a partire dalle parole di Papa Francesco e dalla Laudato si’. È l’obiettivo di “Casa Comune”, una scuola di pensiero e azione promossa dal Gruppo Abele in collaborazione con il Dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale. La sede si trova nella Certosa di Avigliana, all’imbocco della Val Susa. Il progetto è condiviso da altre realtà e comunità in Italia. Si cercherà di realizzare un ventaglio di progetti e iniziative per il cambiamento di cui l’enciclica ribadisce la necessità. Tre i concetti guida del testo di Papa Francesco segnalati dal fondatore del Gruppo Abele: paradigma tecnocratico, ecologia integrale e umanesimo. “In quella della Certosa ampio spazio viene dedicato allo studio dei danni provocati dall’attuale modello di ‘sviluppo’ – scrive don Ciotti su Vita pastorale -, abbagliato dalla sua stessa potenza e incapace di comprendere che violentare la Terra è violentare noi stessi, depredarla e inquinarla è suicidarci”. Soffermandosi sull’attività di formazione della scuola di “Casa comune”, don Ciotti segnala, inoltre, che “cerca di offrire coscienza e conoscenza”. “Non basta ‘sapere’: occorre essere ciò che si sa, trasformare il sapere in etica, relazione con gli altri e con la Terra, ricerca di verità”.

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