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Consiglio d’Europa: Macron, difendere democrazia e diritti ancora oggi messi alla prova. Servono “forza d’animo e coraggio”

(Strasburgo) “L’unità non poteva essere pensata che là dove le ferite erano più profonde”, cioè a Strasburgo, “tre volte distrutta da guerre fratricide”, ed è lì che Emmanuel Macron, presidente della Repubblica francese, oggi si è recato per intervenire di fronte all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, prima di partecipare alla cerimonia per il 70° anniversario di questa istituzione. Il Consiglio è un “prodotto dell’umanesimo europeo”, “atto di fede nella possibilità di riconciliazione del nostro continente attorno al rispetto dell’essere umano e della sacralità della sua dignità”, in un tempo in cui nulla lo rendeva credibile. Macron ha elencato i benefici prodotti dal Consiglio in questi sette decenni che “hanno reso il nostro continente più democratico”, costruendo “un’architettura comune, in nome della grande fraternità europea”, sogno di Victor Hugo. Ma “i muri di questa casa comune hanno delle crepe”, ha continuato, a motivo della continua messa in discussione dei diritti umani sul nostro continente: il riferimento alla Turchia, alla Russia, ai regimi autoritari, alle “nostre democrazie in crisi”, evidenza del fatto che “la libertà non si impone meccanicamente”, diversamente da come ci si era illusi o si era sperato. Sono i “ricorsi della storia”, li ha definiti Macron, di fronte ai quali serve “forza d’animo”, fatta di “lucidità e coraggio”.

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