Argentina: indice di povertà al 35, 4%. Mons. Tissera (presidente Caritas), “non ci sorprende, ma ci addolora e causa vergogna”

I dati ufficiali certificano un nuovo balzo in avanti della povertà in Argentina, mentre il Governo ha promulgato la legge sull’emergenza alimentare, approvata all’unanimità dai due rami del Parlamento. L’Indec, l’Istituto nazionale di statistica, ha pubblicato un rapporto secondo il quale nel primo semestre del 2019 la percentuale della popolazione argentina in povertà è salita al 35,4% (più 3,4% rispetto al secondo semestre del 2018). In termini numerici, si tratta di quasi 16 milioni di persone, una cifra record negli ultimi anni. Nello stesso periodo di tempo è aumentato anche il livello dell’indigenza, che si è attestato al 7,7%, un punto in più rispetto al secondo semestre del 2018. Gran parte delle persone in povertà risiede in aree urbane (14milioni e 400mila persone), mentre a livello percentuale il Nordest del Paese è la zona che risente maggiormente della crisi (42,4% di poveri), con una punta del 52,9% nella provincia di Entre Ríos.
Sul rapporto dell’Indec è intervenuto ieri mons. Carlos Tissera, vescovo di Quilmes e presidente della Caritas argentina, in un’intervista pubblicata sui siti della Conferenza episcopale argentina (Cea) e della stessa Caritas. “L’aumento della povertà – afferma – non ci sorprende, ma ci addolora e ci causa vergogna. I dati riflettono la realtà che vediamo nelle mense, nei centri di distribuzione e comunitari, sia nell’area metropolitana di Buenos Aires sia nelle grandi città dell’interno. A questa situazione si somma il crollo delle possibilità d’impiego e l’aumento dell’assistenza verso giovani, famiglie e anziani, Ultimamente il salario minimo non arriva a coprire le necessità alimentari di base e di salute”.

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