Naufragio nel Mediterraneo: Griffini (Aibi), “serve un piano Marshall di cooperazione allo sviluppo in Africa e potenziare corridoi umanitari”

“Di fronte a questo ennesimo e drammatico naufragio e morte di famiglie intere, adolescenti e bambini resto convinto che la risposta sia, da un lato, un piano Marshall di cooperazione allo sviluppo per creare condizioni di vita migliori in loco, evitando così nuove stragi in mare, dall’altro, il potenziamento dei corridoi umanitari, vie sicure e legali d’ingresso in Europa, soprattutto per i minori stranieri non accompagnati”. Lo sostiene Marco Griffini, presidente di Amici dei bambini (Aibi), dopo la morte dei 117 migranti, nel naufragio avvenuto venerdì davanti alle coste della Libia.
“Aiutare a casa propria questi bambini, le loro famiglie e le loro comunità – secondo Griffini – è quindi un imperativo categorico che non può essere derubricato come slogan in quanto porta in sé il dovere di ogni cittadino di attivarsi per questa popolazione.
Pertanto, se occorre, da un lato, attivare ogni forma di pressione possibile per far sì che gli Stati europei promuovano quanto prima un apposito piano Marshall, dall’ altro, ciascuno di noi, fin da ora, può ‘accogliere’ nel proprio cuore una famiglia africana”. A tal fine, ricorda Griffini, “alcune importanti realtà dell’associazionismo cattolico familiare, esperte di cooperazione internazionale, stanno mettendo a punto una campagna per la creazione di sviluppo sui territori di origine, attraverso il sostegno a distanza Made in Italy”.

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