Matera Capitale europea cultura 2019: mons. Caiazzo (arcivescovo), “rispondere ai tanti giovani che chiedono un’occupazione e costretti ad andare via”

“Una terra da amare, da custodire, da preservare e bonificare dalla tossicità che, purtroppo, soprattutto negli anni passati, è stata oggetto di vandalismo ambientale”. Così mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina, presenta la città al Sir nel giorno in cui si inaugura l’anno di Matera quale Capitale europea della cultura. “Da Matera, dal Sud dell’Italia, spesso mortificato a causa della malavita organizzata, parte un forte annuncio: vogliamo costruire la Pace, seminandola, coltivandola, godendola in uno scambio di relazioni umane, scrollandoci di dosso il pessimismo, il vittimismo e il piangersi addosso, che abbia come unico obiettivo: il bene comune”, aggiunge il presule che segnala il “momento storico particolare” che sta vivendo la città. “Con una seria progettualità si potrà rispondere positivamente ai tanti giovani che chiedono un’occupazione e che sono costretti ad andare via numerosi”. “Il binomio fede e cultura e carità e cultura non può essere ridotto a un’esperienza della carità fondata su dei gesti, per quanto siano importanti, in favore dei più bisognosi”. “C’è bisogno di una carità diversa: bisogno di nutrire la persona nella sua interezza, nei suoi bisogni e nella sua ricerca di verità e di senso. Solo così fede e cultura e carità e cultura potranno camminare insieme”. Infine, l’impegno dell’arcidiocesi per il 2019, cioè il progetto “I Cammini” dei luoghi sacri lucani. “La dimensione religiosa e popolare di questi cammini contiene un concentrato di spiritualità, devozione e socialità che insieme manifestano cultura, economia, relazioni umane e carattere identitario di una comunità: un vero e proprio patrimonio”.

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