Informazione: p. Occhetta (Civiltà Cattolica), “la propaganda la vince e la umilia”

L’informazione sembra avere come fine “il male comune” dal momento che “lancia parole come pietre, distrugge le persone, istiga alla violenza, inietta sospetti”. Lo ha sottolineato padre Francesco Occhetta, scrittore de “La Civiltà Cattolica”, ricordando che “la propaganda vince e umilia l’informazione”.
Mentre nel mondo si diffondono i populismi che tendono “a negare il pluralismo e le minoranze interne, venerano i leader, esaltano il nazionalismo e il sovranismo, agiscono attraverso forme di democrazia diretta ignorando gli enti intermedi”, secondo il gesuita è tempo di “recuperare l’idea di formare comunità” e di “creare luoghi di incontro per tornare a formare le coscienze”. Intervenendo al Seminario su “Informazione, pensiero critico e bene comune” organizzato a Roma da Rinascita Cristiana, padre Occhetta ha invitato i cattolici a “non avere paura di essere minoranza inclusiva” e ad essere protagonisti, anche nel mondo della rete, con uno stile che li contraddistingua. “Le parole – ha spiegato – sono semi, condividere è una responsabilità, occorre avere sempre rispetto dell’altro, gli insulti non sono argomenti”. Nel mondo digitale, ha osservato da parte sua don Luca Pandolfi, docente alla Pontificia Università Urbaniana, è fondamentale “tenere attiva la dimensione della consapevolezza, cioè di come siamo e del fatto che lo strumento ha un suo modo di agire, ma anche quella della responsabilità per far diventare il mezzo un luogo abitabile”.

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