Diocesi: Spoleto, mons. Boccardo al Ceis. “Tutti abbiamo fallimenti alle spalle, ma c’è un domani da costruire con le nostre mani”

“Diamo il via alle celebrazioni di S. Ponziano in questo luogo significativo ed eloquente”. Con queste parole l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha salutato, ieri, presso la struttura “Il Mulino” a Protte di Spoleto, le persone accolte dal Centro di solidarietà “Don Guerrino Rota”, che seguono un percorso terapeutico per uscire dal tunnel delle dipendenze, in particolare dalla droga. L’ingresso della reliquia di S. Ponziano nell’auditorium de “Il Mulino” è stato accompagnato da un lungo applauso. Mons. Boccardo ha presieduto un breve momento preghiera, animato nei canti da alcuni ragazzi ospiti del Centro.

“Il nostro patrono – ha ricordato il presule – è stato ucciso perché rimasto fedele al Vangelo. Era un giovane che aveva un progetto di vita, che voleva dare un contributo, ispirato a Cristo, per edificare la società”. E anche voi, ha detto rivolto alle persone accolte dal Centro, “state seguendo un progetto, chiamato Progetto Uomo, per riprendere in mano la vostra vita e non sprecarla, per ridarle un senso e una direzione. Con delle regole a volte anche esigenti state dando concretezza al sogno di avere una vita bella e piena, che non vuol dire esente da difficoltà”. “Il vostro passato – ha proseguito l’arcivescovo – è carico di errori e sbandamenti, così come il mio, come quello dei sacerdoti che sono qui, o ancora quello dei vostri operatori, dei volontari. Tutti abbiamo dei fallimenti alle spalle, ma tutti siamo consapevoli che c’è un domani da costruire con le nostre mani. Ciascuno di noi potrebbe essere inserito nel Progetto Uomo che state seguendo”. Nella vita, infatti, ha osservato, “non ci sono i migliori e i peggiori, i buoni e i cattivi: tutti lo siamo. A S. Ponziano chiediamo che ci aiuti ad essere coerenti e a lui affido il vostro percorso affinché possiate ritrovare una vita piena, bella e buona, che sarà anche faticosa ma sicuramente pacificata dentro”. “Il soggiorno nella terra di S. Ponziano – ha concluso mons. Boccardo – sia per voi la bussola del cammino odierno e futuro, che immaginiamo ricco di frutti”.
Le altre tappe che la reliquia di S. Ponziano farà, prima dei festeggiamenti in cattedrale, sono alle Lacrime di Trevi tra le donne disabili accolte dalle Suore della Sacra Famiglia (oggi pomeriggio alle ore 16) e tra i detenuti della casa di reclusione di Spoleto (domani alle 15.30). Cresce intanto l’attesa per la visita del card. Ernest Simoni a Spoleto, dal 1963 al 1990 prigioniero della dittatura albanese. Domenica 13 gennaio, alle ore 17.30, nella basilica cattedrale il porporato racconterà la sua esperienza di uomo e di prete.

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