Caporalato: Moncalvo (Coldiretti), “a due anni da legge repressione non basta. Occorre riforma reati alimentari”

Roberto Moncalvo

“Occorre spezzare la catena dello sfruttamento che si alimenta dalle distorsioni lungo la filiera, dalla distribuzione all’industria fino alle campagne dove i prodotti agricoli pagati sottocosto pochi centesimi spingono all’illegalità”. E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, in occasione del vertice con il ministro dello Sviluppo e del lavoro, Luigi Di Maio in Prefettura a Foggia, nel sottolineare la necessità di “una grande azione di responsabilizzazione dal campo allo scaffale, per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita, italiani e stranieri, ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore”. “A quasi due anni dall’approvazione della legge sul caporalato l’esperienza dimostra che la necessaria repressione da sola non basta”, sottolinea Moncalvo secondo il quale occorre anche approvare le “proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio agromafie promosso da Coldiretti”. A pesare, denuncia, sono le pratiche commerciali sleali dagli acquisti sottocosto alle aste capestro al doppio ribasso che strozzano a cascata industriali e agricoltori e la componente più debole dei lavoratori agricoli”. Quanto ai lavoratori stranieri, conclude Coldiretti, “contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola del Paese”.

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