Turismo: don De Marco (Cei), “realizzare progetti capaci di incidere nella storia”

“C’è una corsa al tempo, lo rincorriamo. C’è la necessità di avere tempo ma forse lo scopo non è l’averne, ma il riempirlo. Quante volte rincorriamo il tempo, nell’affanno di poter concentrare il tutto in poco, per averne di più da riempire. E questo è logicamente assurdo”. Lo ha detto don Gionatan De Marco, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, nel corso del convegno nazionale “C’è più tempo?”, oggi, ad Alessano. “Noi corriamo e ci affanniamo non per avere tempo libero, ma per averne di più da riempire. Fino a non averne più. Fino a scoprire che riempiamo il tempo senza godercelo. Ed è nelle trame di questo tempo che si nasconde la sfida comune che siamo chiamati, nella comunione, a far nostra: contribuire a rendere significativo il tempo; possiamo cioè contribuire a trasformare il krónos, il freddo susseguirsi degli eventi, in kairós, il tempo opportuno per la realizzazione di progetti capaci di incidere nella storia”. Così il direttore dell’Ufficio Cei capovolge la prospettiva: “Non è il tempo occupato che dà importanza alla mia esistenza, ma è essa che dà importanza al tempo”. Quindi, l’invito ai presenti a vivere “questo tempo come un vero e proprio allenamento”. “Abbiamo liberato queste date sulla nostra agenda per godere del fatto di esserci – ha aggiunto –, di stare qui non perché dobbiamo fare il presidente, o l’incaricato, o l’assistente, ma perché vogliamo comprendere e amare ciò che siamo in questo tempo che ci è dato”. Infine, la consapevolezza dei players del settore di “giocare un ruolo qualificato in questa sfida di produrre senso alle attività connesse al tempo libero”. In quest’ottica l’impegno indicato è quello di “creare le condizioni per la loro abilitazione non marginale a servizio dell’uomo”.

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