Sinodo giovani: don Sciortino (Vita pastorale), “il vero problema non sono loro, occorrerà interrogarsi anche sugli adulti”

“Ai giovani, oggi, nessuno pensa. Anche se tutti ne parlano. O fanno finta d’occuparsene. Per la politica, i giovani non sono una priorità. Tanta la retorica nei loro confronti. Scarsissime le iniziative per costruire, assieme a loro, il futuro”. Lo scrive don Antonio Sciortino nel numero di ottobre di “Vita pastorale”, anticipato al Sir. Richiamando i dati “impietosi” della demografia, i due milioni di giovani neet, che non studiano né lavorano, e quelli che “hanno perso la speranza”, “precari a vita”, don Sciortino segnala come “il Paese si svuota delle energie più fresche, ma ci si preoccupa degli immigrati”. Il direttore di “Vita pastorale” si chiede “a chi giova un Paese sempre più isolato oltre che rabbioso e incattivito?”. Netta la risposta: “Non certo alle nuove generazioni. Tanto meno al futuro e allo sviluppo dell’Italia”. “Non è un Paese sano quello che destina i giovani all’oblio – aggiunge –. O li spinge all’invisibilità fino a farli sentire inutili”. Li definisce “giovani lasciati in panchina ad assistere al gioco degli altri”. Ricordando il prossimo Sinodo dei vescovi dedicato a loro, don Sciortino evidenzia che “la Chiesa s’è disposta ad ascoltarli, a essere loro più vicina, a offrire loro spazi di partecipazione e di protagonismo. Ma il vero problema non sono i giovani. Occorrerà interrogarsi anche sugli adulti e sui loro modelli di vita lasciati in eredità”.

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