Papa Francesco: a plenaria Pont. Consiglio unità cristiani, no a “posizioni statiche”. Sì ad “apertura di cuore, ricerca della comunione e discernimento”

Foto Vatican Media/SIR

No a “posizioni statiche”. Sì ad “apertura di cuore, ricerca della comunione e discernimento”. È il monito del Papa nel discorso rivolto ai partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ricevuti oggi in udienza. Francesco si è detto consapevole che in molti casi le relazioni tra cattolici e pentecostali, carismatici ed evangelicali non sono facili, anche a causa dell’improvvisa comparsa di nuove comunità che “contrasta fortemente con i principi e l’esperienza ecclesiologici delle Chiese storiche e può celare l’insidia di farsi trasportare dalle onde emozionali del momento”. L’attrazione provata da “non pochi fedeli cattolici” deve però essere secondo Francesco “motivo di esame personale e di rinnovamento pastorale”. Molte comunità vivono infatti “autentiche esperienze cristiane” e “non sono affatto prive di significato e di valore nel mistero della salvezza”. Di qui l’invito ad “accogliere quelle ricchezze che, sotto la guida dello Spirito, contribuiscono non poco al compimento della missione di annunciare il Vangelo fino ai confini della terra”. La Chiesa, ammonisce il Papa, “cresce nella fedeltà allo Spirito Santo quanto più impara a non addomesticarlo, ma ad accogliere senza paura e al tempo stesso con serio discernimento la sua fresca novità. Lo Spirito Santo è sempre novità. Sempre. E dobbiamo abituarci”. Per Francesco “occorre quindi evitare di adagiarsi su posizioni statiche e immutabili, per abbracciare il rischio di avventurarsi nella promozione dell’unità: con fedele obbedienza ecclesiale e senza spegnere lo Spirito” che “crea e ricrea la novità di vita cristiana” e riconduce “tutto all’unità vera, che non è uniformità”. Per questo, conclude, “apertura di cuore, ricerca della comunione e discernimento attento sono gli atteggiamenti che dovranno caratterizzare, secondo lo Spirito, i nostri rapporti”. Un pensiero infine al suo recente viaggio nei Paesi baltici con la “gioia di avere esperienze ecumeniche mature”: “la celebrazione ecumenica nella capitale della Lettonia, poi l’incontro ecumenico davanti alla Porta della Madonna a Vilnius… Sono stati momenti di maturità ecumenica. Mai avevo pensato che il movimento ecumenico fosse – in quei luoghi – tanto maturo”.

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