Censimento permanente: Monducci (Istat), “rivoluzione in chiave di sostenibilità e riduzione dei costi”

Il censimento permanente rappresenta “una vera rivoluzione in termini di sostenibilità e di riduzione dei costi”. Lo ha sottolineato Roberto Monducci, direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, presentando alcune delle novità del nuovo sistema censuario che sarà annuale e non più decennale. “La piattaforma di raccolta dei dati sfrutta il patrimonio informativo su individui, famiglie e abitazioni già in possesso della pubblica amministrazione, riducendo al minimo le indagini dirette sui cittadini”, ha spiegato Monducci nel corso della conferenza stampa, sottolineando che “l’impianto statistico consente praticamente di dimezzare i costi tradizionalmente spesi per la realizzazione di un censimento a cadenza decennale, con risparmi di centinaia di milioni di euro”. Inoltre, si potrà contribuire al miglioramento sostanziale dei registri anagrafici e al rafforzamento dell’apparato statistico organizzativo dei comuni. Con l’avvio del nuovo censimento nasce anche una rete permanente di rilevatori, una nuova figura professionale con uno stabile percorso di formazione che va a migliorare la qualità dei dati finali. “Saranno ‘solo’ 13mila i rilevatori a fronte dei 100mila utilizzati in passato, 4mila gli operatori comunali, 80 i formatori e 700 le giornate di formazione”, ha evidenziato Saverio Gazzelloni, direttore centrale per la raccolta dati. I rilevatori, ha aggiunto, “saranno muniti di tablet e intervisteranno porta a porta un altro campione di famiglie da aggiungere a quello che risponderà online”.

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