Brasile: arcidiocesi Olinda e Recife, condanna “inaccettabili” slogan misogini in manifestazione a favore del candidato Bolsonaro

La campagna elettorale brasiliana, a poco più di una settimana dal primo turno delle presidenziali, si sta trasformando in una battaglia senza esclusione di colpi. Tanto da provocare l’indignazione dell’Ordine degli avvocati dello stato di Pernanbuco e della Commissione Giustizia e pace dell’arcidiocesi di Olinda e Recife. In una nota i due organismi condannano energicamente la condotta di alcuni sostenitori del leader della destra Jair Bolsonaro, che nel corso di quella che è stata denominata “Marcia della famiglia con Bolsonaro” hanno intonato un ritornello infarcito di slogan volgari e misogini contro gli avversari politici, pieni di disprezzo in particolare verso le donne “di sinistra che hanno più baffi che fianchi”, paragonate agli animali e degne di mangiare sulla ciotola degli animali.
Il ritornello, si legge nella nota, “non può essere ammesso come manifestazione della libertà di espressione, che è un diritto di tutti e va sempre preservata, poiché semina odio, viola la Costituzione federale del 1988 e varie Convenzioni e Trattati internazionali sui diritti umani”. Prosegue la nota: “Nel momento in cui persone e istituzioni, rappresentative nel Paese e con diverse idee politiche, sono interessate a studiare congiuntamente azioni contro la piaga del femminicidio, che provoca, secondo un’incredibile statistica, l’uccisione di 12 donne al giorno in Brasile”, è inaccettabile che un gruppo di persone che dicono di “marciare per la famiglia”, usino l’arte musicale per discriminare stupidamente le donne e sfogare il loro odio contro che ha idee politiche diverse”.

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