Droga: don Ciotti (Gruppo Abele), “preoccupa l’aumento di overdose per abuso di cocaina e di crack”

“La crisi economica, che ha profondamente impoverito l’Italia, ha reso lo ‘spaccio al minuto’ un espediente per fare qualche soldo. Lo scenario attuale è molto articolato: la stragrande maggioranza dei consumatori predilige una triade di sostanze: due legali, alcool e tabacco, e una illegale, la cannabis”. Lo dice il presidente e fondatore del Gruppo Abele, don Luigi Ciotti, in un’intervista rilasciata a “Il Regno”, commentando i dati emersi dal Libro Bianco sulle droghe realizzato dalle associazioni Abele, Antigone e Coscioni. Nello studio viene indicata una battuta d’arresto nell’attività di prevenzione e una riduzione di finanziamenti per l’assistenza ai tossicodipendenti. Tra le emergenze segnalate, l’overdose “non solo tradizionali causate da eroina e da alcool, aumentate statisticamente in questi ultimi anni dopo una progressiva diminuzione, ma quelle associate a infarti e ictus per abuso di cocaina e di crack o a ‘colpi di calore’ per eccesso di anfetamine e metanfetamine”. In questo scenario, don Ciotti ribadisce la manifestazione di “stati deliranti prodotti dall’abuso di droghe sintetiche”. “Se da un verso è diminuita la diffusione di malattie attraverso l’uso di siringhe infette – aggiunge -, dall’altro resta alto il rischio del contagio per via sessuale a causa di comportamenti irresponsabili”. Lo studio delle associazioni ha rilevato, inoltre, la diffusione di “sostanze psicoattive di sintesi, raggruppate nel termine generico di ‘nuove droghe’ e reperite sui mercati ‘criptati’ su internet”. Un fenomeno che riguarda “le nuove generazioni”. “Parliamo di metanfetamine a volte non ancora classificate come illegali, di oppiodi prodotti in laboratorio, di efedrone. Molti ragazzi – conclude don Ciotti – oggi tendono a provare di tutto, spesso senza sapere nulla della sostanza assunta”.

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