“Ulisse” e la Cappella Sistina: Alberto Angela, “gli italiani da generazioni fanno cose che gli altri non riescono a fare”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Chi conosce molto bene i luoghi sa anche in quale momento della giornata è meglio filmarli, quale momento offre più emozione per raccontare la sua storia, quali sono i movimenti di camera da fare. Sono scelte capaci di rendere molto più vivo un determinato luogo”. Lo racconta Alberto Angela in un’intervista a Sir e Vatican News per la prima puntata di “Ulisse” dedicata alla Cappella Sistina, realizzata grazie anche alla collaborazione che il Dicastero per la Comunicazione, attraverso Vatican Media e con il supporto del partner Officina della Comunicazione, ha fornito alla Rai e in particolare al Centro di Produzione Rai di Napoli. “Quando c’è il sorriso dietro le telecamere il prodotto davanti è sicuramente molto buono. Si filma di notte, in luoghi dove d’estate non c’è l’aria condizionata, chiusi con un caldo torrido tremendo. Si soffre tutti quanti assieme e magari chi sta a casa non se ne accorge – aggiunge il conduttore -, ma per noi resta qualcosa di esaltante. Devo dire che il piacere di fare riprese in questi luoghi unici al mondo equivale al piacere di scoprirli lavorando. Ho dei ricordi incredibili legati al Vaticano, ai Musei Vaticani, alla Cappella Sistina, alla Basilica di San Pietro, che non scorderò mai e che comunque cerco di restituire a chi è dall’altra parte dello schermo”.

“L’Italia – conclude Angela – è il Paese con più siti Unesco al m ondo. E quindi vuol dire che gli italiani da generazioni riescono a fare delle cose che gli altri non riescono a fare. All’estero il nostro è visto come un Paese dove la gente è simpatica, ma poco affidabile. Invece non è così. Basta girare per vedere cosa significa il nostro patrimonio culturale: quadri, monumenti, ma anche patrimonio che l’Unesco ha definito immateriale, come ad esempio la dieta mediterranea e adesso anche la pizza”.

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