Solidarietà: al progetto “Il pane a chi serve 2.0” delle Acli di Roma il premio “Buone notizie 2018”

Al progetto “Il pane a chi serve 2.0” delle Acli di Roma ha ricevuto il premio “Buone notizie 2018” promosso dal Corriere della Sera e dalla Fondazione Corriere della Sera. Il progetto, che mette in rete 45 panifici con 44 enti solidali (che distribuiscono cibo e pasti ai più poveri) e sei Municipi di Roma, ha permesso di recuperare 110.157 chili di pane. Grazie all’impegno dei volontari, che hanno donato in totale oltre 4.000 giorni di servizio e hanno percorso circa 13.200 km, il progetto è riuscito a fornire pane per accompagnare circa 800.000 pasti. Gli obiettivi del progetto sono quelli di contrastare lo spreco alimentare (in Italia, ogni anno si sprecano circa 28 kg di cibo a persona), assicurare assistenza nell’emergenza e nella lotta alle povertà, creare legami solidali di prossimità, sensibilizzare ed educare al recupero e favorire la responsabilità sociale d’impresa. Dal progetto “Il pane a chi serve 2.0” è nato nell’ultimo anno un nuovo progetto che integra e amplia il primo: “Il cibo a chi serve”, finanziato dalla Regione Lazio e nell’ambito del bando per il contrasto delle povertà estreme e della marginalità sociale. “Il Cibo che Serve”, infatti, estende la tipologia di generi alimentari recuperati, in particolare a frutta e verdura (grazie anche all’acquisto di un furgone refrigerato), incrementa le realtà che ricevono i beni e si avvale della collaborazione dei mercati rionali e del Centro agroalimentare di Roma. L’obiettivo delle Acli di Roma è quindi quello di arrivare a raggiungere 3.000 poveri ogni giorno e coprire almeno 10 dei 19 Municipi della capitale per un totale di oltre 1 milione e 200mila cittadini anche grazie all’imminente apertura di 6 presidi solidali e di una applicazione dedicata che sarà presentata nel mese di ottobre. “Questo progetto – dichiara Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia – mira a recuperare gli ‘scarti’ e gli ‘scartati’ contrastando in primo luogo il paradosso dell’abbondanza, in quanto il cibo c’è per tutti ma non tutti ne hanno accesso, infatti c’è chi usa con disinvoltura la pattumiera e chi scava nei cassonetti per procurarsi da mangiare tra i rifiuti. Il progetto si fonda su un meccanismo moltiplicatore di solidarietà che aiuta chi aiuta, senza sostituirci alle organizzazioni caritatevoli, ma anzi sostenendole e rinforzandole. Inoltre, grazie alla rete virtuosa che si è creata, proviamo anche a farci carico delle persone bisognose inserendole in un percorso di inclusione sociale attiva che prevede esigibilità dei diritti, formazione professionale e momenti di aggregazione”.

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