Perù: inaugurata a San Miguel la casa di accoglienza per migranti promossa da Conferenza episcopale e padri scalabriniani

Il presidente della Conferenza episcopale peruviana (Cep) e arcivescovo di Trujillo, mons. Miguel Cabrejos, ha inaugurato ieri a San Miguel, nella periferia di Lima, la casa di accoglienza “Beato Giovanni Battista Scalabrini”, voluta congiuntamente dai vescovi e dall’Associazione dei missionari di San Carlo (Scalabriniani), con l’appoggio dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur) e dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). La casa di accoglienza, già funzionante dallo scorso agosto, precisa un comunicato della Cep, è stata aperta per offrire un rifugio a migranti di tutte le nazionalità in situazione di vulnerabilità sociale. In questo momento, la Casa sta ospitando una cinquantina di migranti, in maggioranza venezuelani, ma non mancano cubani, colombiani e perfino giapponesi.
Nel corso della cerimonia di inaugurazione, mons. Cabrejos ha precisato che “questa casa di accoglienza è un’espressione di fraternità e solidarietà verso il fratello forestiero”, aggiungendo che, come ha più volte detto Papa Francesco, l’attenzione ai bisognosi nell’ambito della mobilità umana è una sfida universale. Il presidente della Cep ha poi annunciato un’altra iniziativa della Chiesa peruviana e cioè l’attivazione, nel mese di novembre, del Centro d’ascolto per l’abuso contro i minori e la violenza contro le donne.
Alla cerimonia hanno preso parte anche l’incaricato della Nunziatura, mons. Gregory Bielaszka, il vescovo ausiliare di Lina, mons. Adriano Tomasi, il segretario esecutivo della Pastorale della mobilità umana della Cep, padre Jairo Guardini, il direttore della casa d’accoglienza, padre Luiz Do Artes, la rappresentante dell’Acnur, Sabine Waehning.

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