Decreto Salvini: Asgi, “volontà di restringere diritti e libertà e creare nuove forme di tensione sociale”

“Invitiamo tutte le istituzioni competenti a non consentire uno strappo così vigoroso ai principi della Costituzione italiana e ad aprire un serio dibattito sulle riforme necessarie in materia di immigrazione ed asilo in Italia ed in Europa”. Questo l’appello dell’Asgi che esprime “forte preoccupazione” per il  Decreto Salvini approvato lo scorso 24 settembre dal Consiglio dei ministri. Sulla base del testo reso disponibile, l’Asgi sottolinea “la pericolosità della situazione che deriverebbe dalla pubblicazione ed eventuale conversione in legge di un testo del genere”, sia “per gli ampi profili di illegittimità propri della bozza di decreto”, sia per l’inopportunità “di assumere scelte frettolose e fortemente ideologiche, avulse dalle necessità concrete del Paese e che generano gravi ricadute sociali”. Perplessità per il ricorso alla decretazione d’urgenza perché, si legge in un comunicato, “in relazione a quasi tutte le misure previste dal decreto legge non sussistono i presupposti di necessità di cui agli artt.72 e 77 della Costituzione”. Questo modo di procedere “è evidentemente rivolto ad impedire ogni confronto democratico sia in sede parlamentare, sia (soprattutto) nella società civile e tra le istituzioni maggiormente coinvolte da tale decreto”. Sembra inoltre, continua il comunicato, “si voglia proseguire in scelte errate ed in odio agli individui, scelte che hanno già visto, anche in tempi recenti, organi costituzionali confrontarsi in una dialettica istituzionale” che ha reso evidente “una pericolosa involuzione del nostro sistema democratico basato sulla suddivisione dei poteri dello Stato” e sul rispetto per la persona. Lampante, secondo i giuristi dell’associazione, la volontà di “restringere i diritti e le libertà degli individui e di creare nuove forme di tensione sociale”. Si tratta di provvedimenti non idonei “a combattere i trafficanti di esseri umani” mentre il rafforzamento del controllo di legalità sull’accoglienza dei richiedenti asilo non può essere fatto smantellando lo Sprar.

 

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