Decreto Salvini: Acat Italia, “pericoloso passo indietro. Mattarella non firmi in nome dei diritti umani”

“Nonostante i numeri e le statistiche parlino chiaro e denotino come ci sia un calo notevole degli arrivi sul suolo italiano, il decreto sicurezza/immigrazione evoca lo spettro di un’emergenza che non esiste e che condannerà donne e uomini innocenti a vedersi negati diritti fondamentali, quelli sanciti dalla nostra Costituzione e quelli elencati nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, di cui, quest’anno ricorre il 70° anniversario”. È quanto sottolinea Acat Italia (Azione dei cristiani per l’abolizione della tortura) commentando i contenuti del Decreto Salvini approvato ieri dal Consiglio dei ministri. In una nota nella quale “esprime enorme preoccupazione per lo schema di Decreto legge approvato”, Acat Italia ricorda che “nei giorni scorsi, unitamente a una serie di altre realtà associative, attive nel campo dell’immigrazione e della difesa dei diritti umani, abbiamo sottoscritto una lettera aperta indirizzata al presidente della Repubblica e promossa da Naga Onlus”. “Lo abbiamo fatto perché – spiegano – come tanti altri, siamo estremamente convinti che questo decreto rappresenti un pericoloso passo indietro in termini di politiche sull’immigrazione e inclusione sociale”.
“Dispiace constatare – prosegue Acat Italia – come, per esempio, ancora una volta immigrazione e sicurezza viaggino su binari paralleli come a dire che il pericolo è rappresentato dall’altro, dallo straniero, ma quello che desta maggiore preoccupazione è la scelta, incomprensibile, di aumentare i fattori di esclusione, come ben evidenziato all’interno della lettera aperta citata prima”.
“Ribadiamo anche in questa sede, come già fatto nella lettera aperta lanciata da Naga, la nostra richiesta al presidente Mattarella perché si faccia garante di quei valori e di quei principi che oggi qualcuno vorrebbe mettere da parte”, prosegue la nota, nella quale si fa “appello a chiunque abbia a cuore questi stessi valori affinché non rimanga in silenzio di fronte a quello che si profila come un abuso, ma esprima in maniera forte e chiara il proprio dissenso in nome della difesa dei principi democratici e cristiani che, siamo certi, stanno a cuore ancora a molti”.

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