Cooperazione: Ciarlo (Aics), “far diventare le associazioni delle diaspore attori di sviluppo”

“Dare la possibilità alle associazioni delle diaspore di diventare attori di sviluppo” all’interno “della cooperazione italiana che rappresenta un’azione nel campo della mobilità umana riconosciuta a livello internazionale”. È questo, secondo Emilio Ciarlo, responsabile delle relazioni esterne e della comunicazione dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), l’obiettivo del Summit nazionale delle Diaspore, presentato questa mattina nella sede dell’agenzia Dire, che si colloca, ha ricordato, tra i numerosi progetti promossi dall’Aics sul fronte “del sostegno alla migrazione di ritorno, di sensibilizzazione sui rischi migratori, sulla valorizzazione delle comunità rifugiate, sulla narrazione delle migrazioni e sul tema della paura”.
Secondo Tatiana Esposito, direttore generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del lavoro, “l’integrazione è la precondizione per esercitare un ruolo da protagonisti nello sviluppo dei Paesi di origine e di crescita per quelli che ospitano”. In quest’ottica, ha sottolineato Stefania Mancini, consigliere delegato della Fondazione Charlemagne, il progetto del Summit, che “ha avuto un iter coerente nonostante i cambiamenti politici”, ha l’ambizione “di creare una carta di identità, contrastando altre carte di identità che vogliono dare al nostro Paese”. Un ruolo importante nell’ambito delle migrazioni, ha evidenziato Nicola Perrone, direttore dell’agenzia di stampa Dire, può giocarlo il mondo dell’informazione e della comunicazione, “dando voce ai rappresentanti delle diaspore, facendo conoscere le persone, raccontando non solo le notizie negative ma anche le tantissime storie positive di gente che si impegna e lavora per integrarsi”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa