Yemen: Save the Children, “escalation di combattimenti, almeno 100 bambini uccisi a luglio e agosto in tutto il Paese”

“Negli ultimi tre mesi nel governatorato di Hodeidah, in Yemen, c’è stato un incremento drammatico di civili uccisi e feriti, compresi i bambini, a causa dell’escalation dei combattimenti esplosi nella regione. Solo a luglio e agosto, sono almeno 100 i bambini che hanno perso la vita in tutto il Paese”. È quanto denuncia oggi Save the Children, in una nota nella quale rileva che “tra giugno e agosto scorsi, a Hodeidah, si è registrata oltre la metà (51%) di tutte le vittime civili nello Yemen, con almeno 349 persone che hanno perso la vita in questa zona a fronte dei 685 civili uccisi in tutto il Paese”. Nei primi cinque mesi di quest’anno, tra gennaio e maggio, a Hodeidah ci sono state in media 44 vittime civili al mese, mentre nei successivi tre mesi (giugno-agosto) il numero delle vittime è cresciuto del 164%, toccando una media mensile di 116. “Un’impennata – prosegue la nota – dovuta all’offensiva lanciata a giugno dalla Coalizione guidata da Arabia Saudita ed Emirati per riconquistare la città e il suo porto”.
“Sappiamo che i bambini sono particolarmente vulnerabili quando armi esplosive come missili o mortai colpiscono aree popolate, come città, mercati, scuole e ospedali”, ha affermato Tamer Kirolos, direttore di Save the Children in Yemen. “I loro corpi – aggiunge – sono più piccoli, hanno maggiori probabilità di essere feriti alla testa e al collo e le schegge hanno maggiori probabilità di colpire i loro organi vitali. È difficile per il mondo ascoltare questi racconti, ma è la dura realtà per un bambino che vive nello Yemen in questo momento”.
Secondo Kirlos, “migliaia di bambini hanno perso braccia, gambe o la capacità di parlare o camminare a causa degli effetti delle armi esplosive. Le strutture sanitarie nello Yemen non sono attrezzate per curare questo tipo di lesioni. Questi traumi possono rendere invalido un bambino per il resto della sua vita”. “Le parti in conflitto devono sedersi al tavolo dei negoziati per porre fine alle sofferenze dei bambini yemeniti. Dovrebbero cominciare fermando l’uso di armi esplosive nelle zone popolate, in modo che i bambini non rischino più di morire o di rimanere feriti”, ha proseguito Kirlos.
Da New York, Helle Thorning-Schmidt, direttore di Save the Children International, da poco rientrata da una visita in Yemen, dove ha incontrato i bambini e le famiglie colpite dalla guerra, ha ammonito che “la comunità internazionale riunita qui a New York deve fare pressioni sulle parti in conflitto in Yemen perché vengano al tavolo dei negoziati in buona fede e accettino un cessate il fuoco totale ed immediato. Soltanto una soluzione politica può far cessare questa crisi”.

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