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Ue: Commissione europea deferisce la Polonia alla Corte di giustizia “per tutelare l’indipendenza dei giudici”

(Bruxelles) “La legge polacca sulla Corte suprema è incompatibile con il diritto dell’Unione in quanto lede il principio di indipendenza della magistratura, in particolare nell’aspetto dell’inamovibilità dei giudici”: lo afferma la Commissione Ue, aggiungendo che la Polonia “sta così venendo meno agli obblighi previsti dall’articolo 19, paragrafo 1, del trattato sull’Ue, in combinato disposto con l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali”. L’esecutivo Ue ha dunque deciso di deferire la Polonia alla Corte di giustizia dell’Unione “a causa delle violazioni del principio di indipendenza della magistratura, create dalla nuova legge nazionale sulla Corte suprema, e al fine di chiedere alla Corte di giustizia di ordinare misure cautelari fino alla pronuncia di una sentenza in merito”. La nuova legge polacca abbassa da 70 a 65 anni l’età pensionabile per i giudici della Corte suprema, mettendo 27 dei 72 giudici attualmente in carica a rischio di pensionamento d’ufficio. La misura – specifica una nota – si applica anche al primo presidente della Corte suprema, che vedrebbe terminare in anticipo il suo mandato sessennale previsto dalla Costituzione polacca”. “Entrata in vigore il 3 aprile 2018, la legge consente ai giudici interessati dall’abbassamento dell’età pensionabile di chiedere una proroga del proprio mandato al presidente della Repubblica, che può concederla per un triennio, rinnovabile una sola volta. La decisione del presidente non è subordinata ad alcun criterio chiaro e, se la domanda viene respinta, non è ammesso ricorso per via giudiziaria”. La Commissione aveva inviato alle autorità polacche due documenti di “avvertimento”, a luglio e ad agosto: “in entrambe le occasioni la risposta delle autorità polacche non ha fugato le preoccupazioni espresse dalla Commissione”.

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