Slovacchia: 200 anni dell’Eparchia di Presov. Card. Sandri, “percorrere la via della comunione e della carità per non oscurare la luce di Cristo”

La via della comunione e della carità: sono le due strade da percorrere per non oscurare la luce di Cristo. A indicarle sabato 22 ai fedeli greco-cattolici presenti al Santuario di L’utina, in Slovacchia, è stato il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Nella sua omelia tenuta durante la Divina Liturgia, in occasione delle celebrazioni giubilari per i 200 anni dell’Eparchia di Presov, da dieci sede della Metropolia sui iuris greco-cattolica slovacca, alla presenza di fedeli e vescovi orientali e latini giunti, oltre che dalla Slovacchia, dalla Romania, dall’Ucraina, dalla Gran Bretagna, dagli Stati Uniti d’America e dal Canada, il prefetto ha esortato – sulla via della comunione – a “verificare i nostri programmi, le nostre iniziative pastorali, il nostro stile e agire quotidiano. Per la comunione – ha sottolineato il cardinale – forse ciascuno di noi a volte è chiamato a fare un passo indietro rispetto alle proprie pretese, perché l’altro possa avanzare e si ricominci a camminare insieme. Certo, quando l’altro sembra fermo, pigro o stanco, è anche giusto che qualcuno sproni a rialzarsi e vada avanti a indicare il sentiero. Verifichiamoci sulla comunione a tutti i livelli: tra i vescovi, all’interno del Consiglio dei Gerarchi; a livello nazionale, tra questi ultimi e i loro confratelli della Chiesa latina; tra ogni vescovo e il suo clero, tra i parroci e i fedeli delle parrocchie, all’interno di ogni istituzione formativa o di altra natura, e soprattutto all’interno delle nostre famiglie, comprese quelle dei sacerdoti, con le loro mogli e i loro figli”. La seconda strada è quella della carità, che, ha spiegato il prefetto, “non è certo soltanto pensare a come fare l’elemosina o aiutare gli altri a livello materiale, ma anche come essere presenti nella vita pubblica, nelle accademie di pensiero, nella finanza, testimoniando che il pensiero cristiano, la sua visione circa la vita nascente e che muore, circa la destinazione universale dei beni, circa la trasparenza e l’onestà di chi è chiamato a servire la vita pubblica nella politica e nell’amministrazione, non sono comandamenti per rendere meno bella la vita, ma indicazioni per farla fioriere e renderla pienamente felice”. “Il bene – ha aggiunto – va riconosciuto e va promosso, ma il male va denunciato con chiarezza e combattuto, come fa Gesù nel Vangelo di oggi scacciando il demonio da una persona che ne era posseduta. Come Papa Francesco ci sta ricordando nelle catechesi del Mercoledì all’Udienza Generale di queste settimane, i comandamenti di Dio sono fonte di liberazione e di pace, non di asservimento e perdita della dignità”. Al termine della celebrazione il porporato ha portato il saluto e la benedizione di Papa Francesco.

La visita del card. Sandri in Slovacchia si è chiusa ieri (dal 21) dopo una serie di appuntamenti che hanno visto il prefetto incontrare, tra gli altri, l’arcivescovo mons. Jan Babjak e il nunzio apostolico in Slovacchia, mons. Giacomo Guido Ottonello. Ieri il cardinale ha incontrato i numerosi studenti del seminario dell’Arcieparchia e celebrato un’altra Divina Liturgia pontificale nella cattedrale di Presov. Il prossimo 6 ottobre, a Roma, Papa Francesco accoglierà il pellegrinaggio dell’Eparchia in udienza speciale.

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