Rome Half Marathon Via Pacis: dai 7.500 runners un messaggio di dialogo e integrazione. Grande successo per Athletica Vaticana

Una giornata di sport e di festa riscaldata dal sole e dall’entusiasmo dei 7.500 runners che ieri mattina hanno invaso il centro di Roma per la seconda edizione della Rome Half Marathon Via Pacis – mezza maratona competitiva che partendo da via della Conciliazione ha toccato la sinagoga, la moschea e le chiese ortodossa e valdese unendo i più importanti luoghi di culto religiosi della città con le sue bellezze artistiche e archeologiche – e della Run for peace, 5 chilometri non competitiva cui hanno partecipato persone di ogni età, intere famiglie, persone con disabilità, alcuni detenuti del carcere di Rebibbia e cento migranti ospiti della cooperativa Auxilium, tra i quali Jallow Buba e Ansou Cisse, accolti da qualche mese in Athletica Vaticana, la rappresentativa dei “maratoneti del Papa”. A promuovere l’iniziativa Roma Capitale e il Pontificio Consiglio della Cultura mentre la Fidal (Federazione italiana atletica leggera) ne ha curato l’organizzazione e la Nelson Mandela Foundation l’ha inserita tra gli eventi internazionali commemorativi del centenario della nascita del grande leader sudafricano. Presenti fra gli altri alla partenza la sindaca Virginia Raggi; mons. Melchor Sánchez de Toca, sottosegretario del Pontificio Consiglio della cultura e responsabile della sezione sport del dicastero, che ha partecipato alla non competitiva; il presidente Fidal Alfio Giomi. A bordo pista anche diversi leader religiosi – tra cui mons. Paolo Selvadagi, vescovo ausiliare di Roma e consultore del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso; il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e la presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello; il ministro della Chiesa metodista Ponte S.Angelo, Tim Macquiban; padre Vladimir Laiba della Chiesa greco-ortodossa di San Teodoro; l’imam Salah Ramadan della Grande moschea di Roma; il presidente dell’Unione buddista italiana Giorgio Raspa – che hanno letto ciascuno un messaggio, mentre Ndileka Mandela, nipote di Nelson, ha letto un testo in ricordo del nonno. Ottimi risultati per Athletica Vaticana: sul podio della 21km, al secondo e terzo posto salgono rispettivamente due “maratonete del Papa”: Sara Carcinelli e la capitana della squadra Michela Ciprietti.
Negli occhi di mons. Sánchez de Toca, che il Sir ha incontrato subito dopo l’arrivo al  traguardo, “l’immagine dei cento ragazzi del centro Auxilium, richiedenti asilo in Italia, che hanno corso la non competitiva. Vederli correre per le strade di una Roma deserta è stata una delle cose più belle. Tra l’altro è arrivato primo uno di questi ragazzi che corre con la maglietta di Athletica Vaticana”. Lo sport, prosegue, “è un linguaggio universale che può unire tutti: persone che non si capiscono possono tuttavia partecipare insieme, avere la gioia di correre e divertirsi insieme”. Rispetto all’edizione 2017 “c’è stato un incremento di partecipanti del 100%” e gli organizzatori pensano già all’edizione numero tre auspicando, conclude Sánchez de Toca che “possa avere risultati ancora migliori di questa” e sia accompagnata “dall’augurio e dalla benedizione del Papa” che ieri non era presente perché in viaggio apostolico nelle Repubbliche baltiche.

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