Nave Aquarius: Sos Méditerranée, “trovare soluzione a revoca bandiera. Siamo l’ultima nave che fa salvataggi, non ci fermeremo”

“È la prima volta nella storia del mare che una bandiera viene ritirata su manifeste pressioni di un governo, è contro i principi fondamentali del diritto marittimo. Noi rispettiamo tutte le regole internazionali e non abbiamo mai fatto niente che non fosse autorizzato dalla legge. Non vogliamo e dobbiamo fermarci perché siamo l’ultima nave rimasta a fare salvataggi nel Mediterraneo centrale, la rotta più pericolosa al mondo. Chiediamo a Panama di tornare indietro sulla sua decisione e a qualunque governo a trovare una soluzione, nonostante la disinformazione in atto. Gli Stati hanno ora l’occasione di dimostrare che vogliono restare Stati di diritto”: lo ha affermato Francis Vallat, presidente di Sos Méditerranée France, durante la conferenza stampa convocata oggi a Parigi in seguito alla comunicazione ricevuta da parte dell’Autorità marittima di Panama “di essere stata costretta a revocare l’iscrizione dell’Aquarius dal proprio registro navale sotto l’evidente pressione economica e politica delle autorità italiane”, quindi non poter più navigare battendo bandiera panamense. A bordo della nave Aquarius ci sono attualmente 58 persone, tra cui 17 donne (una incinta) e 18 minori, da Libia, Pakistan, Siria, Palestina, Costa d’Avorio, Sudan e Algeria, salvati da due diverse imbarcazioni a rischio nei giorni scorsi. “Ci avevano chiesto di riportarli in Libia – ha precisato Fréderic Penard, direttore delle operazioni di Sos Méditerranée – ma come avevamo annunciato quando l’Aquarius è tornata in mare dopo lo scalo forzato a Ginevra, ci siamo rifiutati perché tutti sanno che la Libia non è un porto sicuro”. Penard ha chiesto poi “eccezionalmente” al porto di Marsiglia “di autorizzarci a sbarcare le persone a bordo, per permetterci di ripartire e continuare la nostra missione”. Pierre Mendiharat, direttore aggiunto delle operazioni di Medici senza frontiere (l’organizzazione opera a bordo dell’Aquarius) si è detto nuovamente “scioccato, dal punto di vista umanitario, del braccio di ferro da parte dell’Italia con la società civile e le organizzazioni umanitarie, impedendoci di avere accesso alla popolazione in pericolo”. “Oggi siamo in una situazione inaudita – ha affermato – in cui l’Europa scarica le sue responsabilità alle autorità libiche, sostenendole ed equipaggiandole. Si vuole sopprimere la presenza delle navi delle Ong violando il diritto internazionale, per assicurarsi che le persone non arrivino in Europa”.

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