Libano: Unicef, l’attrice britannica Vanessa Redgrave ha incontrato bambini e giovani siriani, palestinesi e libanesi

“Ritornare in Libano e trascorrere del tempo con bambini, famiglie e insegnanti è stato come riportare alla memoria la sconvolgente realtà della vita per coloro che sono stati costretti ad abbandonare le loro case a causa della guerra e dei conflitti”. Lo ha detto l’attrice britannica Vanessa Redgrave, Premio Oscar nel 1978 e oggi Goodwill Ambassador dell’Unicef, di ritorno da una missione di pace in Libano, dove ha incontrato bambini e giovani siriani, palestinesi e libanesi. “Eppure, in mezzo alle difficoltà quotidiane, ho visto anche momenti di divertimento – ha sottolineato l’attrice 81enne, a cui è stato consegnato quest’anno a Venezia il Leone d’oro alla carriera –. In una scuola, bambini di tre e quattro anni gridavano ‘buongiorno maestra!’ e ripetevano filastrocche mentre la loro insegnante batteva il ritmo. Non bisogna dimenticare però che questi bambini sono i più fortunati. Come ha riferito l’Unicef questa settimana, ci sono ancora tanti bambini e giovani in tutto il mondo a cui viene negata la possibilità di andare a scuola ogni giorno”.

Il Libano, che ha la più alta popolazione di rifugiati pro-capite al mondo, è stato particolarmente colpito da un afflusso di oltre un milione di rifugiati siriani. Ciò equivale a quasi un quarto della popolazione totale del Paese prima dell’inizio del conflitto siriano. L’ondata ha messo alla prova le risorse locali, in particolare le scuole, e ha colpito sia i bambini rifugiati che gli studenti libanesi. Vanessa Redgrave ha visitato i progetti realizzati a Bednayel e dintorni nella valle della Bekaa dalla ong libanese Lost, un’organizzazione giovanile partner dell’Unicef che gestisce programmi di istruzione per giovani libanesi e siriani vulnerabili. Ha parlato con i bambini e i giovani degli ostacoli che incontrano nella loro vita quotidiana, per ottenere un’istruzione, trovare lavoro e opportunità. Ha anche visitato l’insediamento informale di Housh al Rafiqa, dove ha trascorso del tempo con le famiglie siriane rifugiate, tra cui la famiglia Al Salameh, ascoltando le sfide che i loro figli devono affrontare per accedere all’istruzione, e la famiglia Hamdou – una madre e nove figli –, discutendo sulle sfide che la famiglia deve affrontare per mantenersi. La Redgrave ha visitato anche il campo palestinese Shatila, dove è tornata per un progetto che le sta a cuore e ha trascorso del tempo con i bambini, gli insegnanti e il personale dell’asilo nido Beit Atfal Assomoud. Ha visitato il centro Anera, incontrando giovani libanesi, palestinesi e siriani che hanno seguito corsi di formazione professionale ed ha incontrato bambini che hanno partecipato a programmi di alfabetizzazione e calcolo di base e di sviluppo della prima infanzia gestiti dall’ong libanese Ana Aqraa.

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