Decreto Salvini: p. Colizzi (Fond. Magis), “servono meccanismi di governo legali” per i migranti

“Per i migranti che hanno scelto di emigrare servono meccanismi di governo legali, ossia dei visti di ingresso magari rilasciate dalle nostre ambasciate all’estero e politiche di integrazione qui in Italia, perché i migranti possano divenire cittadini attivi e contribuendo alla crescita sociale ed economica dei paesi ospitanti”. È il commento di padre Renato Colizzi, gesuita e presidente della Fondazione Magis, nel giorno dell’approvazione del Decreto Salvini da parte del Consiglio dei ministri. “Se integrazione vuol dire legalità, la piaga della migrazione clandestina colpisce innanzitutto i migranti stessi lasciandoli esposti alla violenza dei caporalati, dei trafficanti di uomini o alle torture dei centri di detenzioni che attraversano nel loro lungo viaggio”, prosegue padre Colizzi: “Per favorire lo sviluppo di un Paese servono politiche di lungo respiro che coinvolgano attivamente governi, mercati e società civile con un sistemi di pesi e contrappesi.  Pagare i governi dei paesi Poveri che si trovano sulle rotte dei migranti, come Libia o Niger, con il solo scopo di interrompere i flussi migratori è una scorciatoia inefficace che non crea sviluppo ma attiva meccanismi di coercizione (centri di identificazione e rimpatri forzati) lesiva dei diritti umani”.
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