Pedofilia: mons. Castellucci (Modena-Nonantola), “per noi ferita profonda e vergognosa”

“Non si parla di abolire delle parrocchie, ma di rivitalizzarle. Quest’anno intendiamo dare compimento a questo percorso iniziato tre anni fa, dandogli una forma definitiva attraverso il confronto con i consigli pastorali”. Lo scrive il vescovo di Modena–Nonantola, mons. Erio Castellucci, nella lettera pastorale “Al di là dei loro mezzi”, presentata questa mattina nella chiesa di Sant’Agostino, in occasione dell’apertura diocesana dell’anno pastorale. Nella lettera, l’arcivescovo sottolinea che “le povertà che viviamo oggi sono le stesse che incontravano le prime comunità cristiane, spesso legate alla nostra durezza di cuore”. Mons. Castellucci passa a chiamare per nome “una delle piaghe più penose e impressionanti che sono emerse da decenni di silenzi e coperture”, il fenomeno della pedofilia, che “riguarda comunque una percentuale minima a fronte della grande maggioranza di sacerdoti e operatori impegnati a educare bene; ma ciò non toglie che costituisca per noi cattolici una ferita profonda e vergognosa”. Altre forme di povertà “originate dalla durezza di cuore” sono “l’aggressività entrata massicciamente anche nelle comunità cristiane”, “il ripetersi degli attacchi violenti a Papa Francesco”, le divisioni e “l’individualismo pastorale”. La lettera prosegue poi indicando quattro ambiti di missione: i luoghi dello sport e gli oratori, il mondo dei migranti, il mondo del lavoro e il mondo della fragilità. Un ulteriore tema, che coinvolge tutte le comunità, è il percorso di revisione delle parrocchie, che si concluderà entro giugno 2019.

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