Papa in Lituania: ai giovani, “nessuno si salva da solo”, andare “controcorrente” rispetto a “individualismo”. “E’ brutta la vita davanti allo specchio”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Il Signore ci salva rendendoci parte di un popolo. Ci inserisce in un popolo, e la nostra identità alla fine sarà l’appartenenza a un popolo. Nessuno può dire: ‘io mi salvo da solo’. Siamo tutti interconnessi, siamo tutti in rete”. Il Papa ha usato il linguaggio dei social, per spiegare ai giovani, dalla piazza della cattedrale di Vilnius, cosa significa per un cristiano il “senso di identità e di appartenenza”. “Non permettete che il mondo vi faccia credere che è meglio camminare da soli”, il monito: “Da soli non si arriva mai”. “Sì, potrai arrivare e avere un successo nella vita, ma senza amore, senza compagni, senza appartenenza a un popolo, senza quell’esperienza tanto bella che è rischiare insieme… Non ci salva da soli”, ha aggiunto a braccio: “Non cedete alla tentazione di concentrarvi su voi stessi, guardandoci la pancia. La tentazione di diventare egoisti o superficiali davanti al dolore, alle difficoltà o al successo passeggero”. “Affermiamo ancora una volta che ‘quello che succede all’altro, succede a me’, andiamo controcorrente rispetto a questo individualismo che isola, che ci fa diventare egocentrici e vanitosi, preoccupati solamente dell’immagine e del proprio benessere”, l’invito di Francesco. “Preoccupati dell’immagine, di come apparire”, ha proseguito ancora fuori testo: “È brutta la vita davanti allo specchio, è brutta! Invece è bella la vita con gli altri, in famiglia, con gli amici, con la. Così la vita è bella”.

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