Aldo Moro: Elia (Meic), “sempre aperto al dialogo, affermava la sua fede”

“Moro aveva una grande capacità di aprirsi al mondo. E questo gli rendeva possibile affermare da un lato la propria fede, ma dall’altro anche avere una grande curiosità verso le posizioni degli altri portando in sé una propensione al dialogo”. Così Giuseppe Elia, presidente nazionale del Meic, a Bari in occasione del convegno “Una faticata e severa conquista: Aldo Moro e la democrazia in Italia”, nell’anniversario della nascita e a quarant’anni dal suo rapimento e uccisione. Nel convegno organizzato da arcidiocesi di Bari-Bitonto e Meic, in collaborazione con Azione Cattolica e Fuci, Elia ha voluto ribadire la necessità di recuperare l’attualità del grande statista democristiano “indipendentemente da quegli ultimi suoi 55 giorni. In realtà – ha detto Elia – c’è un Moro che ha una lunga storia di militanza civile ed ecclesiale con un pensiero forte che ha ancora qualcosa da dire oggi. Si vuole recuperare la dimensione di un Moro che è stato capace di leggere la realtà in momenti difficili per il Paese ma con uno sguardo sempre attento a capire cosa stava succedendo. E sempre attento a chi la pensava diversamente da lui”. Scopo del convegno, infine, è quello di “fare una riflessione su Moro attento alla realtà giovanile perché non dobbiamo scordarci che lui ha voluto mantenere i suoi impegni all’università anche quando aveva una grande responsabilità politica. Questa grande attenzione alla realtà giovanile allora è un aspetto che viene molto dimenticato. Lui infatti è stato uno dei pochi, negli anni del ’68, ad invitare a confrontarsi con le istanze che provenivano dalla contestazione giovanile”.

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