Politica: card. Bassetti, “gli amministratori siano servitori della gioia di tutti”. “Urgente l’impegno sociale dei cattolici”

“Oggi come ieri, l’amministratore è chiamato ad essere vicino al popolo senza vendere sogni, miraggi o nemici su cui sfogare le frustrazioni sociali, ed è chiamato a farsi portavoce e, per quanto possibile, risolutore dei problemi che affliggono la società. Le nostre città, la nostra Italia e, lasciatemelo dire, la nostra Europa hanno sempre più bisogno di uomini e donne che attraverso la politica e l’amministrazione si facciano, come direbbe il santo vescovo monsignor Tonino Bello, ‘servitori della gioia’ di tutti”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente dei vescovi italiani, intervenendo ieri al Festival della dottrina sociale della Chiesa organizzato dalla diocesi di Lamezia Terme, che per la prima volta ha fatto tappa in una città del sud Italia. Nella sua prolusione nella cattedrale della città calabra, il presidente della Cei ha rilanciato “l’urgenza dell’impegno sociale dei cattolici”, “un impegno sapiente, concreto e fattivo che parta da una conoscenza autentica della dottrina sociale della Chiesa cattolica e sappia metterla in pratica per il bene dell’Italia e di tutta la popolazione. Un impegno, dunque, che guardi con attenzione al popolo ma che non presti il fianco alle derive populiste. Si tratta di una sfida difficile e complessa, ambiziosa e importante. In questa sfida, l’impegno dei cristiani è, non solo auspicabile, ma assolutamente doveroso”. Due le priorità indicate dal card. Bassetti per l’Italia: “un nuovo patto sociale tra gli uomini e le donne di buona volontà che abbiano veramente a cuore il bene comune” e “un grande Piano di sviluppo per l’Italia che si basi su due elementi di cruciale importanza: la famiglia e la messa in sicurezza del territorio”. E agli amministratori indica, come esempio sempre attuale, Giorgio La Pira, “un amministratore attento alle “attese della povera gente”, che nel suo tempo riguardavano il diritto al lavoro, alla casa, allo studio, ad una esistenza dignitosa. Oggi le cose sono in parte cambiate, ma “le attese della povera gente” esistono ancora. “Le “attese” di oggi – ha detto il card. Bassetti – sono quelle del lavoro, specie per i giovani, costretti ad andarsene dalla propria terra per sopravvivere; sono quelle della giustizia contro il malaffare e la criminalità organizzata che è diffusa purtroppo in tutto il Paese; sono quelle delle famiglie spaccate che soffrono nel silenzio delle solitudini urbane e nell’avvizzimento dei sentimenti; sono quelle degli anziani che non si sentono più utili e non avvertono più quell’amore di cui avrebbero tanto bisogno; sono quelle del rispetto del territorio e dell’ecosistema; di una scuola efficiente e giusta; di una sanità accessibile a tutti; e, infine, di un uso del potere corretto e trasparente”. Ai laici cristiani di tutta Italia, il card. Bassetti ha quindi rivolto un appello a svolgere un ruolo da protagonisti nel futuro del nostro Paese. Come cristiani, come fedeli e come popolo, abbiamo anche noi le nostre responsabilità. Abbiamo il dovere di interessarci della cosa pubblica, di parteciparvi, di esporre progetti ed eventualmente di presentare critiche. Ma abbiamo anche il dovere di essere vicini con il consiglio e con il sostegno amicale a quanti si caricano sulle spalle il peso del governo”.

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