Diocesi: mons. Nolè (Cosenza-Bisignano) sulla vicenda Lago, “sorpreso e amareggiato”. Invito “ad abbassare i toni di polemica e accuse reciproche”

L’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Francesco Nolè, “sorpreso e amareggiato per quanto sta accadendo nella comunità di Lago (che ha avuto anche una forte risonanza mediatica) divisa e provata da alcune decisioni che il parroco avrebbe messo in atto senza consultare i superiori né chiedere i permessi dovuti alle competenti autorità ecclesiastiche, invita tutti ad essere più umili e responsabili per ritrovare le ragioni del dialogo, della tolleranza e del rispetto reciproco che si sono persi da ambedue le parti”. È quanto si legge in una nota diffusa nel pomeriggio dall’Ufficio stampa dell’arcidiocesi.
“Pertanto – prosegue la nota -, per il momento, invita il parroco ad un atto di umile responsabilità nel chiedere pubblicamente scusa alla comunità per avere, anche se in maniera inconsapevole e superficiale, contribuito alla divisione della stessa e alla frattura della comunione che è il bene supremo e prezioso della vita della Chiesa; chiede parimenti ai fedeli di non farsi trascinare in facili e deprecabili condanne mediatiche o di piazza”.
“Se, per un processo civile siamo disposti ad attendere o tollerare tempi non brevi per indagini e i tre gradi di giudizio per avere una sentenza definitiva, diamo almeno un congruo tempo anche all’arcivescovo per vagliare la veridicità dell’accusa e della difesa, senza chiedere subito decisioni drastiche e definitive nella mancanza di ogni regola di rispetto della legalità, della carità e della misericordia cristiana”.
Nella nota si precisa che “l’arcivescovo, che fin dalle prime accuse dei fedeli, si è attivato attraverso i suoi collaboratori per accertare la veridicità dei fatti, sta continuando a farlo e rassicura tutti che alla fine, in tutta libertà e senza alcuna costrizione da ambo le parti in causa, prenderà i dovuti ed opportuni provvedimenti canonici”. “Nel frattempo invita tutti ad abbassare i toni della polemica e delle accuse reciproche per ritrovare insieme la serenità del cuore e della ragione e riprendere un dialogo interrotto, sempre nel rispetto reciproco”.
L’auspico è che “nella comunità di Lago ritorni a splendere la bellezza della comunione fraterna e la certezza che solo nell’amore e nel perdono reciproco si trovano le ragioni della libertà del cuore”.

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